“Ho pensato al rischio esonero, ci sono critiche soggettive e oggettive, ma non accetto critiche strumentali autolesioniste. Oggettivamente non mi aspettavo di essere messo in discussione perché ci sono stati miglioramenti. Poi non so perché non sia stato esonerato ma ci ho pensato anch’io a fare delle scelte. Quando scegli questo mestiere sai di poter andare via anche dopo una partita. Ho sempre pensato che senza un principio è complicato ripartire. Per quanto accaduto forse era giusto andare a casa. Poi ho pensato a chi lavora qui e a chi ama il Palermo. Mi è arrivato il pieno sostegno della città e ho preferito continuare”. Eugenio Corini parla in conferenza stampa del rischio esonero e della complicata settimana vissuta in quel di Palermo.

“Io resterei qui vent’anni, anche mettendomi in discussione, ma con una dialettica stabile. Io rimango qua, ma ogni partita a Palermo è una bomba atomica. Mica ci possiamo chiedere cosa succede ogni tre minuti, qui è sempre Hiroshima. Sono stati fatti sei punti in dodici partite e da quando sono venuto ci sono stati punti e miglioramenti significativi. Se non si capisce da dove siamo partiti tutto diventa difficile. Sto pensando alla difesa a quattro, se usarla dall’inizio o a partita in corso”. Corini paragona Palermo ad Hiroshima, parole comunque forti, mirate inevitabilmente al focoso Zamparini.

Corini furioso anche riguardo al mercato: “Stefan Silva? Ha qualità, ma ha anche caratteristiche che avevamo già in rosa. La nostra esigenza era sostituire Rajkovic, poi a centrocampo Bouy è andato via e Hiljemark è sul mercato. Queste erano le esigenze. Col presidente ho parlato ieri sera dello sviluppo del mercato, poi c’è uno scambio continuo con Simic. C’erano delle esigenze dopo la partita col Pescara e non sono state soddisfatte. Se arriva qualcuno, deve arrivare uno che migliori la situazione. Rajkovic e Hiljemark sarebbero due titolari, qui serve gente che aumenti il tasso qualitativo e di esperienza. Con la società si parla, ma non faccio io le trattative”.