Crac Parma – Nuovi guai in vista per Tommaso Ghirardi. Il Tribunale di Brescia, infatti, ha disposto il sequestro conservativo di 4.56 milioni di euro di euro nei confronti dell’ex presidente del Parma Calcio dopo che i giudici avevano accolto il ricorso dell’ex socio di minoranza Energy Ti Group.
A sorpresa però il conto di Ghirardi è praticamente vuoto: solo 3 mila euro “cash” e azioni per 28.29 euro. Ora l’imprenditore bresciano rischia grosso anche perchè il sequestro conservativo ha motivazioni abbastanza importanti. Energy Ti Group, infatti, aveva rivelato nella primavera del 2014 il 10% delle quote del Parma stipulando un contratto di sponsorizzazione pluriennale per circa 5 milioni di euro, ma per l’accusa l’ex patron del club ducale avrebbe spinto i manager di Energy ad entrare in società presentando un bilancio ‘non veritiero’ risalente al 30 giugno 2013.
In particolare sotto osservazione del Tribunale c’è un’operazione sospetta: la cessione dei marchi registrati e della pubblicità alla Parma Brand Srl per un valore totale di 31 milioni di euro che hanno inciso positivamente sul bilancio e hanno ingannato i manager della Energy Ti Group.