La crisi dell’Inter non è certo cominciata con la sconfitta di Parma. La squadra nerazzurra esprime uno dei calci peggiori della serie A da più di un mese ed anche le vittorie conquistate contro Cesena e Sampdoria erano state grigie e opache. Certamente qui l’allenatore ha gravi resonsabilità, sembra in confusione e non sa cogliere nemmeno i momenti positivi (pochissimi) all’interno della partita: sabato sera infatti, con lo spostamento di Icardi sul centro destra e l’insediamento di Kuzmanovic tra le linee, i nerazzurri stavano creando grossi grattacapi agli avversari, prima che Mazzarri sostituisse malamente il serbo con il giovane Bonazzoli.
Tuttavia il tecnico toscano, che pare indifendibile, ha alcune ragioni oggettive: innanzitutto, come CalcioWeb ha più volte detto, una squadra che gioca in Europa League e dispone di soli tre attaccanti è impresentabile. Fuori Osvaldo, si ritrovano a giocare sempre e comunuqe gli spenti Icardi e Palacio, spompati e logorati. La panchina è corta anche negli altri reparti ed in difesa appare improponibile, almeno al momento, una soluzione a 4.
Certo, con il rientro di Jonathan e Nagatomo, veri punti di forza dello scacchiere nerazzurro targato 2013-2014, ci si auspica che qualcosa cambi. L’acquisto di Dodò non ha dato l’apporto sperato ed Obi sulla fascia destra è un disastro. Come alibi per Mazzarri, per quanto concerne la situazione attuale, ci sono sicuramente i vari infortuni: Guarin, Osvaldo, Jonathan, Nagatomo, D’Ambrosio e M’Vila sono tutti ai box, senza contare che Hernanes è totalmente a mezzo servizio. La panchina del club milanese a Parma era formata quasi per intero da gente della Primavera. Il che è davvero incredibile se si pensa che stiamo parlando dell’Inter, squadra in declino, ma comunque l’Inter.
I tifosi, fortemente insoddisfatti ed impietosamente critici nei confronti dell’allenatore, dovrebbero probabilmente diminuire le loro aspettative ed iniziare a pensare che non sarà nemmeno questo l’anno della rinascita e del balzo. La società ragiona per gradi, è sommersa dai debiti e non può certo permettersi spese folli, nè un nuovo allenatore da mettere a libro paga. C’è da farsi un gran bagno di umiltà, smettere di predicare per grossi obiettivi e puntare ancora una volta ad arrivare tra le prime 5 per garantirsi un posto in Europa.