Crisi Parma, parla Giuli: “non ci sono i soldi nemmeno per un caffè, debito di 56 milioni”

Il socio di minoranza spiega la situazione del Parma, Taçi non era a conoscenza di nulla

Dopo i due punti di penalizzazione inflitti in classifica la situazione del Parma è sempre più drammatica. Secondo quanto riporta Sportmediaset arrivano nuovi particolari da Roberto Giuli, socio di minoranza che, con Energy T.I. Group, detiene il 10% delle quote: “il debito è di 56 milioni, il capitale è totalmente azzerato. Chi è entrato nel Parma dopo Ghirardi ha scoperto una situazione che non conosceva, qui non c’è neppure il denaro per comprare il caffè. Il debito è di 56 milioni, il capitale è totalmente azzerato. I dati riportati ci costringono a immettere del capitale liquido per ricostruire la situazione finanziaria. Nel caso in cui ci siano realmente i soldi, è necessario metterli nelle casse della società. Ad oggi non c’è nulla, la verità è questa. Bisogna dimostrare che esistono garanzie. I debiti tributari (Iva e Irpef) ammontano a 30 milioni, se verranno coperti il Parma non fallirà”.

Rezart Taçi non era a conoscenza di nulla: “chi è entrato nel Parma dopo Tommaso Ghirardi ha scoperto una situazione che non conosceva. Qui non c’è neppure il denaro per comprare il caffè. Il bilancio dal quale ci siamo astenuti portava una perdita di 13 milioni ed era relativo al giugno del 2014. Noi abbiamo ritenuto che non fosse veritiero. Al 31 dicembre 2014 c’erano 50 milioni di debiti. Attualmente siamo a 56 milioni. Non c’è modo di verificare i conti del Parma. Il collegio ha preso atto della nostra contrarietà, ora la società deve essere messa in liquidazione”.