A Milanello qualcuno forse lo starà rimpiangendo ma Bryan Cristante non ha rimpianti per il suo passato in rossonero come raccontato ai microfoni della ‘Gazzetta dello Sport’ in vista della sfida di oggi tra Milan e Atalanta: “A Gattuso posso solo dire grazie. Pure al Milan dai: mi ha preferito giocatori già pronti, anche se altrove mi ha lasciato libere di crescere. Come Rino, lui a modo suo: mai visto mollare un centimetro in allenamento, risparmiarmi un cazziatone o belle parole. Solo per me – “lavora, fai una corsa in più – o per tutto il gruppo: quante volte ci riuniva per tenerci tutti sul pezzo. In quello era già allenatore e ritrovarlo oggi su quella panchina un po’ mi fa strano. Ma è il bello del calcio: prima non si sa mai chi vince, e non dipende per forza dai soldi”.

Il centrocampista racconta poi un aneddoto su quanto accaduto ai tempi delle giovanile rossonere: “La noia fa brutti scherzi; ti inventi cose per passare il tempo e avolte ti vengono male. Convitto Milan semivuoto, a Petagna venne così: ‘Mi spoglio, tu filma e poi faccio un post’. Non c’era un motivo, lo fece senza pensare. Ci fece pensare Filippo Galli (responsabile del settore giovanile ndr): in quel video non si vedeva nulla ma la sua faccia quando ci prese da parte me la ricordo ancora. E la lettera di richiamo anche”.
Infine un elogio al suo attuale tecnico Gasperini che lo ha fatto definitivamente esplodere a Bergamo: “Fra dieci anni dirò: ‘Lui mi ha fatto diventare Cristante’. Perché l’ho incontrato a 21 anni e per lui dimostrare che i giovani possono e devono giocare è una specie di missione. Con lui il rapporto cresce giorno dopo giorno perché lui ogni giorno trova la voglia e la pazienza di dirti qualcosa di nuovo, che ti faccia crescere.E non sono consigli generici: sono consigli per te. Tu lo capisci, e in quel momento ti senti unico: è questo che fa la differenza”.