Milan, calciomercato massacrato, Fassone e Mirabelli “crocifissi”: tutti bravi a parlare adesso…

Il Milan della nuova era cinese, ha iniziato con un piglio pessimo. Una stagione ricca di guai in campo e fuori. La società non dà garanzie, l’Uefa lo sottolinea ampiamente e per quanto concerne il calcio giocato meglio soprassedere, i sogni di Champions League vanno pian piano naufragando. Finito qui? Non proprio, anche Donnarumma fa un po’ disperare i rossoneri, una situazione tutta in divenire. In questo scenario non certo roseo, le critiche alla società si sono davvero sprecate. Tra tutti i rimproveri a squadra, tecnici, dirigenza e proprietà, ce n’è uno che fa un po’ sorridere. Stiamo parlando della tanto diffusa critica al mercato estivo di Fassone e Mirabelli, letteralmente massacrato da stampa e tifosi.

LaPresse/Reuters

Tutti bravi a parlare adesso eh… ma cosa si diceva ad agosto del faraonico mercato milanista? I titoli ad agosto erano sontuosi ed i tifosi erano al settimo cielo dopo il super mercato rossonero, come dimenticare l’entusiasmo dei milanisti ad ogni evento a Casa Milan. Le lodi a Mirabelli si sprecavano da parte di tutti i giornali italiani, Kalinic era l’attaccante giusto per Montella, ottimo colpo Rodriguez, Kessiè un fenomeno, Musacchio super, Andrè Silva l’attaccante amato da CR7, Calhanoglu un talento tutto da scoprire e Bonucci non ne parliamo. E adesso? Tutto sembra essersi ribaltato. Improvvisamente i fenomeni sono diventati brocchi e da tutte le parti si leggono concetti del tipo: “io l’avevo detto”. Macchè, serve un briciolo di coerenza ed equilibrio. Il mercato del Milan è stato buono, adesso la squadra sta rendendo la di sotto delle aspettative. Di certo cambiare 10 uomini ha complicato il lavoro di Montella, forse sarebbe stato meglio concentrare le forze in pochi elementi. Fatto sta che a pochi mesi di distanza dall’esaltazione generale per il “grande mercato” del Milan, improvvisamente il mondo si è ribaltato, è diventato un “pessimo mercato”. Parlare a posteriori è troppo semplice, il lavoro di Fassone e Mirabelli è stato apprezzato a tempo debito, distruggerli adesso è come salire sul carro dei ‘vincitori’: all’apice dell’entusiasmo via con gli elogi, nel momento di difficoltà critiche a gogò.