“Siamo nella condizione di voler fare tutti carriera e sfruttare l’occasione che ci offre il Crotone di metterci in mostra. Abbiamo il desiderio e l’obiettivo di poter rimanere competitivi fino alla fine e rincorrere questo sogno, io ci credo e vediamo cosa succede”. Davide Nicola, il giorno dopo la vittoria sul Chievo che ha permesso al Crotone di portarsi a -5 dal quart’ultimo posto, si rimbocca le maniche in vista di un finale di stagione che potrebbe regalare agli Squali un’impresa incredibile. “La difficolta’ che sto riscontrando e’ vedere che gli altri non credono a quello che dici tu. Io so che e’ difficile ma proprio perche’ lo e’, c’e’ tanto da guadagnare rispetto a quello che c’e’ da perdere – sottolinea ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Radio Uno – Rimpianti? Parlare oggi di rimpianti sarebbe improduttivo e restrittivo. Abbiamo fatto un percorso di maturazione e consapevolezza e partissimo adesso o dalla decima giornata in poi sarebbe diverso. Ma possiamo ancora scrivere qualcosa di importante, se non ci riusciremo faremo comunque tesoro di quello che abbiamo imparato”. Il calendario che attende il Crotone e’ sulla carta proibitivo, a partire dalla prossima giornata quando allo Scida arrivera’ l’Inter. “In casa i nostri tifosi sono sempre un valore aggiunto e abbiamo bisogno piu’ che mai di loro in questo finale di campionato. A fare la differenza sara’ la capacita’ nostra di non selezionare partite piu’ semplici di altre, serve qualcosa di straordinario e bisogna essere competitivi contro tutti”.

A differenza di Pescara e Palermo, il Crotone ha sempre avuto fiducia nel suo allenatore e la scelta di non cacciarlo anche nei momenti piu’ difficili sta pagando. “Ho scelto Crotone per la coerenza che la dirigenza ha sempre mantenuto. Si decide un progetto, lo si mette sul tavolo assieme all’allenatore e la societa’ e’ coerente nel supportare gli addetti ai lavori, non mette in dubbio quello che ha scelto all’inizio e questo e’ un grandissimo vantaggio. Non solo si tolgono alibi ai giocatori ma si cerca anche di rendere piu’ partecipi e convinti quelli che stanno gia’ lavorando. Nelle altre squadre che sono nella nostra stessa situazione i cambi non hanno portato a benefici incredibili”. E sul fatto che gli arbitri possano avere un atteggiamento diverso nei confronti delle piccole, Nicola precisa: “Il modo di porsi fra le persone dipende da noi stessi, se uno e’ educato difficilmente si incontrano difficolta’ negli atteggiamenti. E’ vero che nel corso di una partita ci sono emozioni talmente forti che si perde un po’ il controllo e si parla in maniera piu’ focosa ma non ho mai visto un atteggiamento particolare di un arbitro verso di me o mio verso di loro”. (ITALPRESS).