“Se e’ un risultato inquinato? Al 65′ c’e’ un rigore che va segnato e poi ci sono altri 25′ di partita. Facciamo una partita di spessore contro una squadra fortissima, ma questi episodi possono minare l’autostima di una formazione che lotta per non retrocedere. Si cerca di capire come funziona il Var. Appena arrivato in Italia mi hanno squalificato per una partita perche’ ho protestato, io non dico niente, le immagini parlano. Noi abbiamo fatto una gran partita, abbiamo giocato molto bene, voglio capire come funziona il Var. Se l’arbitro non c’arriva deve valutare il Var, mi sembra chiarissimo che ci sia il rigore. Poi magari perdi la partita, ma magari capire come funziona, chi lo gestisce, non voglio dire che ti viene il sospetto perche’ sei il Crotone o queste stupidate qua, ma resta l’amaro in bocca. Il quarto uomo mi ha detto che il Var ha fatto il silent check e non era da rigore”. Walter Zenga e’ “esterrefatto e molto arrabbiato, anche se non lo do a vedere” quando riguarda alcuni episodi da moviola, soprattutto un sospetto mani di Mertens in area napoletana non giudicato da rigore ne’ dall’arbitro Mariani ne’ dal Var.
“Ho rivisto l’episodio in tempo reale, credo che un rigore in quel momento li’ la partita la poteva riaprire in maniera netta e definitiva – ribadisce il tecnico del Crotone ai microfoni di Premium Sport -. Rivedi le immagini e com’e’ possibile? Non so cosa dire”. Zenga applaude i suoi “perche’ l’idea sarebbe stata quella di essere sempre alti, poi ci sono le altre squadre in campo. In questo caso stiamo parlando di una formazione con un’altissima qualita’, per cui sei costretto a ‘scappare’ un po’ indietro”. Secondo l’ex allenatore del Catania “in generale abbiamo fatto una partita di livello contro un Napoli che fino alla fine lottera’ per vincere il campionato. Noi – aggiunge in riferimento a un primo tempo un po’ timido di Budimir e compagni – dovevamo essere meno frenetici e dovevamo essere piu’ sereni nel controllo palla. Nel secondo tempo lo abbiamo fatto e abbiamo trovato linee diverse. Credo che comunque dovremo crescere da questo punto di vista”. (ITALPRESS).