Durante la sfida di campionato tra Lazio e Napoli, alcuni pseudo tifosi biancocelesti hanno cominciato a fare ululati razzisti nei confronti di Kalidou Koulibaly, difensore centrale del club partenopeo. L’arbitro dell’incontro, il signor Irrati, ha deciso allora di sospendere la gara per 4 minuti come messaggio alla porzione di stadio protagonista dei beceri ‘buuu’.
L’idea di Irrati, però, era ben diversa: il fischietto di Pistoia, infatti, avrebbe voluto sospendere la partita in maniera definitiva, ma l’ufficiale della Questura ha comunicato al direttore di gara doveva proseguire per “problemi di ordine pubblico”.
Questo è il referto pubblicato da Irrati al termine dell’incontro: “Siamo arrivati fino al 90′ solo per volontà della Questura nonostante i cori andassero avanti”.
L’esito del ricorso della Lazio
La 1/a Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso della Lazio, confermando l’ammenda di 50mila euro e l’obbligo di disputare una gara con i settori ‘Curva Nord’, ‘Distinti Tevere Lato Nord’ e ‘Distinti Monte Mario Lato Nord’ privi di spettatori. Le sanzioni – ricorda in una nota la Figc – erano state inflitte dal giudice sportivo per i ‘buu’ razzisti di parte del pubblico in occasione della gara casalinga con il Napoli del 3 febbraio scorso.