Hanno cercato di tenere in ostaggio un’intera città, ma non ci sono riusciti. Alla fine hanno perso soltanto loro, gli ultras di Roma e Lazio che hanno stretto persino un “patto del diavolo” tra loro pur di protestare contro chissà che e chissà cosa. Contro le società che non cedono ai loro ricatti? Contro le autorità che contrastano la violenza negli stadi? Chissà. Fatto sta che siamo passati in 11 anni, dal 2004 ad oggi, da un derby bloccato dagli ultras (guidati da Daniele De Santis, accusato dell’omicidio del povero Ciro Esposito) quando i facinorosi entrarono in campo dalla curva e imposero al Capitano di non disputare la partita per una notizia, assolutamente falsa e infondata, di un bambino investito da un blindato della Polizia fuori dallo stadio, a un derby giocato regolarmente, con oltre 35.000 spettatori sugli spalti pari a un incasso di un milione e 354 mila euro.
Certamente con le Curve e le loro coreografie sarebbe stato ancora più bello, ma chi ci ha perso più di tutti sono stati quelli che sono rimasti fuori dallo stadio. Dopo la vittoria sul campo, il Presidente giallorosso Pallotta s’è tolto un sassolino dalle scarpe: “e la Curva dove sta?” ha dichiarato, proprio lui che è arrivato da Boston rilevando una Roma nei guai, piena di debiti e poco competitiva per il vertice, trasformandola in un’azienda produttiva e sostenibile, ambiziosa e competitiva in Italia e in Europa, pronta a spiccare il volo con il progetto del nuovo stadio di proprietà del club.
Altro che polemiche e divisioni, i tifosi dovrebbero inchinarsi, come a maggior ragione dovrebbero fare quelli della Lazio con Lotito che nel 2004 ha salvato il club dal fallimento e dalla ripartenza dai dilettanti dopo il disastro di Cragnotti che aveva portato la società al collasso finanziario. Nonostante il debito rateizzato che ancora ogni anno Lotito continua a pagare come eredità dei disastri del passato, con il tempo ha creato una struttura competente che ha consentito alla Lazio di essere competitiva ad altissimi livelli in modo sostenibile, vincendo tre volte la Coppa Italia, una volta la Supercoppa Italiana, conquistando due volte il 3° posto in serie A (nel 2007 e nel 2015). Eppure c’è ancora chi ha il coraggio di protestare, lamentarsi, “svuotare” le curve e tenere in ostaggio una città intera, minacciando anche gli altri tifosi che volevano andare allo stadio. Alla fine sono entrati in tanti e lo spettacolo è continuato come sempre. Hanno perso solo loro, gli Ultras.


