Che il calcio si stia evolvendo negli ultimi venti anni a una velocità nettamente più elevata rispetto alle decadi precedenti è limpido a tutti. Gli stadi con transenne e barriere hanno lasciato il posto ad impianti ultra moderni con una vicinanza al campo tale da potersi rompere il naso con una pallonata di Cristiano Ronaldo. I pantaloncini corti e gli stipendi da qualche lira hanno lasciato il posto a divise ultratecnologiche e compensi da Sultano del Brunei. Proprio gli stipendi dei calciatori sono il dato che è cresciuto in maniera più marcata rispetto al resto ed è dovuto, anche, ad un nuovo lavoro “inventato” esattamente il 16 Dicembre 1977. A Firenze gioca uno dei più grandi campioni del momento: Giancarlo Antognoni, il quale, proprio quel giorno, firma quella che è la prima procura generale sottoscritta da un calciatore ad un procuratore. L’intestatario era il signor Antonio Caliendo. Da quel giorno si sparge a macchia d’olio l’usanza dei calciatori che assumono intermediari per discutere dei propri compensi e buonuscite. Caliendo stesso avrà sotto la sua procura alcuni dei più grandi campioni degli anni ’90 e 2000 come Aldair, Baggio, Dunga, Schillaci,Trezeguet, Maicon e tanti altri. Il suo “discendente” più famoso è sicuramente Mino Raiola, procuratore di grandi stelle come Ibrahimovic, Pogba, Balotelli, ma anche di giocatori di levatura minore come Abate, Natali ed El Kaddouri. L’istrionico agente nativo di Nocera Inferiore interpreta il suo ruolo in maniera differente da molti altri colleghi mantenendo sempre alta l’attenzione sui suoi giocatori con dichiarazioni altisonanti così da mantenerne alto il prezzo o, come con i mal di pancia di Ibra ai tempi dell’Inter, ridiscuterne il contratto. Altra strategia è quella di farsi “amico” un club portando grandi campioni difficilmente ipotizzabili, come proprio lo svedese al Milan per 24 milioni dopo che solo l’anno prima era stato pagato dal Barcellona il doppio più Eto’o. Ma questo solo a patto dell’acquisto, da molti considerato misterioso, di Didàc Vilà e Felipe Mattioni che porto nelle tasche di Raiola dei discreti compensi. Ma questo processo non riguarda solo Raiola ma è il modus operandi di quasi tutti i procuratori che lucrano su tutti i movimenti di mercato da loro orchestrati. Ormai il destino di una squadra di calcio viene segnato immancabilmente dal rapporto della dirigenza con i vari agenti che possono portarne le fortune o la disgrazia sostituendo spesso il ruolo che fu dei direttori sportivi.
Nicolò Versace