Il calcio italiano non vive certo un momento esaltante, e le prove degli ultimi anni della Nazionale azzurra ne è esempio più lampante. Adesso ci sta provando Antonio Conte a cercare di costruire qualcosa di importante ma il materiale non è, in tutta sincerità, di primissimo ordine. Qualche sorriso però c’è e, a tal proposito, è giusto parlare della classe dei portieri che sta emergendo da qualche tempo e, soprattutto, in questa stagione. Da quasi dieci anni si parla di erede degno di Gigi Buffon, puntualmente mai trovato. Tanti buoni portieri hanno fatto da riserva all’estremo difensore della Juventus ma mai nessuno è stato mai alla sua altezza e neppure degno di raccoglierne l’eredità.
Eppure, adesso, le cose sembrano avere preso un’altra direzione. Nell’attuale campionato di Serie A ci sono ben sei giovani portieri da prendere in considerazione per il futuro dell’Italia. In primis quel Mattia Perin che, ad appena 22 anni, ha già al suo attivo due campionati di Serie A disputati da titolare più quello attuale. Guascone, folle, capace di prodezze assurde e con una netta predisposizione a guidare la retroguardia, il calciatore del Genoa è destinato ad un futuro radioso, come del resto eccellente è il suo presente.
Ad oggi, il candidato naturale a raccogliere l’eredità di Buffon sembra essere lui. Ma c’è, eccome, dell’altro. Poco reclamizzato ma di primissimo ordine è Marco Sportiello, classe 1992, che l’Atalanta ha deciso di richiamare alla base dopo l’eccellente stagione giocata lo scorso anno al Carpi. Di lui ha colpito la sicurezza, degna del più consumato dei veterani. Sportiello è magari meno spettacolare di Perin ma efficace almeno quanto lui. Un ragazzo che ha fatto la gavetta nei campi polverosi della Serie D per poi vincere un campionato di Lega Pro con il Carpi. Sentiremo parlare di lui eccome e l’Atalanta, molto presto, potrebbe trovarsi costretta a cercare altrove un altro portiere perchè le offerte per il gioiellino fioccheranno.
Ed a proposito di Buffon, la Juventus ‘rischia’ di avere in casa il suo erede naturale: parliamo di Nicola Leali, classe 1993, cresciuto nel Brescia. La Juve ha investito su di lui 4 milioni di euro circa nell’estate del 2012, per poi lanciarlo, nell’ordine, a Lanciano, Spezia e, adesso, Cesena. La squadra di Bisoli sta vivendo un’annata travagliata e il giovane Leali viene spesso preso a pallonate. Di figuracce, però, non ne ha mai fatte, dimostrandosi pienamente capace di poter difendere una porta di Serie A. I suoi punti di forza sembrano essere l’istinto e l’esplosività e nelle sue corde c’è anche una certa predisposizioni a neutralizzare i calci di rigore.
Chi sta vivendo un’annata di alti e bassi è Francesco Bardi, 22 anni, di proprietà dell’Inter che, come l’anno scorso a Livorno, ha alternato prodezze ad errori clamorosi. Al punto che, adesso, il Chievo ha deciso di confinarlo in panchina, preferendogli l’ultratrentenne Bizarri. Di talento ne ha parecchio ma l’insicurezza rischia di pesare in maniera clamorosa sul suo futuro, pienamente comunque nelle sue mani. Probabilmente, molto presto, Maran lo rimetterà tra i pali. Stagione travagliata anche per Alessio Cragno, classe 1994, che il Cagliari ha comprato quest’estate dal Brescia per affidargli il ruolo di numero 1 titolare. Su di lui pesa l’eccessivo numero di tiri ricevuti in porta, dovuto al gioco offensivo praticato dai sardi, allenati da Zdenek Zeman.
E, infine, guai a dimenticarci di Simone Scuffet, il più giovane del lotto dal basso dei suoi 18 anni, dell’Udinese. Lo scorso anno è stato lanciato da Francesco Guidolin nella mischia e lui ha risposto sfoderando una serie di prestazioni pazzesche, dimostrando l’istinto che solo i più grandi portieri della storia di questo sport hanno mai avuto. Ha sfiorato prima il Milan e poi l’Atletico Madrid ma i genitori, di concerto con il club friulano, hanno deciso di lasciarlo maturare in pace. Proprio per questo motivo l’Udinese ha scelto, quest’anno, di riconsegnargli un po’ di tranquillità, acquistando il greco Karnezis per il ruolo di estremo difensore titolare. Nessun dubbio neppure su Scuffet: farà grandissime cose.