La storia di Simone Scuffet sembrerebbe scritta da uno sceneggiatore hollywoodiano. Il portierino dell’Udinese, classe 96′, sino a qualche mese fa nemmeno si sognava di trovarsi nella situazione in cui si trova adesso. Giocava nelle giovanili dei friulani, adesso invece è titolare inamovibile dell’11 di Guidolin. Il ragazzo ha rilasciato un’interessante intervista a Tuttosport, partendo dal suo esordio: “Ho avuto poco tempo per immaginarmi la partita e rischiare di farmi mangiare dalla tensione. Sono sceso in campo per il riscaldamento al Dall’Ara sapendo di essere il terzo portiere. Poi, all’improvviso Brkic si è bloccato, e 5’ prima del fischio d’inizio Guidolin mi ha detto: giochi tu. Ho cercato di fare il mio dovere, non sento mai la necessità di dover fare qualcosa di particolare per mettermi in mostra”.
La sua vita non è cambiata molto con la promozione in prima squadra, come lui stesso spiega: “Mi sveglio alle sette ogni mattina, poi vado a scuola, frequento il quarto anno di ragioneria. Il pomeriggio sono ad allenarmi, e al ritorno a casa torno sui libri, per studiare. Per me la scuola è importante”. In merito alla Nazionale, Scuffet ammette: “Il mio sogno è la Nazionale, sin dal giorno in cui ho iniziato a giocare, e qui si parla di due portieri campioni del mondo. Ho letto che mi vorrebbero come terzo portiere al Mondiale. Per me è una esagerazione. E’ presto, troppo presto”.All’Udinese Scuffet studia da big: “Handanovic numero uno, la Nazionale è un sogno”