E’ stata una parabola discendente quella di Milos Krasic dopo l’approdo alla Juventus, che gli ha riservato una buona prima stagione con Delneri, anche se il 7° posto della squadra fu tutt’altro che positivo, mentre la seconda con Conte la visse maggiormente in panchina.
Ecco alcuni passi dell’intervista rilasciata dal giocatore del Lechia Danzica alla Gazzetta dello Sport.
“Da due anni sono in questa piccola squadra della Polonia, ma una bella città e lo stadio è caldo. L’anno scorso siamo arrivati a metà classica e ho giocato bene: quattro gol e cinque assist. Da quest’anno faccio pure il capitano“.
Poi parlando dei suoi anni in bianconero:
“Si aspettavano di più? Ne sono consapevole, sono il primo a riconoscerlo: adesso, però, sto bene, ho trovato la mia dimensione. In Italia mi è mancata fortuna, forse il carattere: non ho la giusta ambizione per emergere. Ma, anche se la squadra non è andata bene, quell’anno in bianconero con Delneri non posso dimenticarlo. Mi ha accolto subito in un nuovo Paese e in un campionato difficile: è molto umano, sa capire i problemi e sa insegnare. Il suo 4-4-2 era perfetto per me. Si meritava una grande carriera e forse, come me, quell’anno ha perso la sua occasione. Adesso all’Udinese farà bene: c’è un ambiente sano e, se ha tempo, lui sa fare giocare bene le squadre. Può davvero rilanciarsi, se lo merita.
In fondo resto sempre juventino: ho vinto uno scudetto anche io con quella maglia… Conte? Il cambio di modulo mi ha penalizzato, nel 3-5-2 non c’era più posto per me. E poi erano arrivati giocatori di un livello superiore, lo ammetto: una squadra in cui ci sono Pirlo, Vidal e altri top player, forse era troppo per me. Ma non do mai le colpe agli altri, magari potevo semplicemente allenarmi meglio e applicarmi di più: la responsabilità sono solo mie, non certo di Conte. Lui era un martello, forse troppo duro ma preparatissimo: non mi stupisce che abbia fatto questa carriera. Resta uno dei migliori”.
Infine a proposito di Massimiliano Allegri:
“Me lo ricordo al Milan quando vinse lo scudetto: si capiva che era bravo e che avrebbe fatto strada. Adesso ha in mano una squadra super con Pjanic e Higuain. Ormai è al livello delle quattro-cinque che possono vincere la Champions. Mi piacerebbe davvero, in Europa tifo solo Juventus. Cuadrado è un gran giocatore, ma Dani Alves è forse il migliore nel suo ruolo e il fatto che sia arrivato a Torino dà l’idea della nuova squadra. In più, Lichtsteiner me lo ricordo eccome: sempre avanti e indietro… Con chi sono rimasto in contatto? Purtroppo con nessuno, anzi mi piacerebbe salutare gli italiani della difesa:Buffon, Barzagli, Chiellini e Bonucci. Fin quando c’era il mio amico Vucinic, mi sentivo più spesso: lui è un po’ come me, avesse avuto la grinta di un Tevez, sarebbe stato l’attaccante perfetto”.