L’attesa per Napoli-Real Madrid sta per finire. I partenopei dovranno cercare di ribaltare il risultato dell’andata (3-1), ma con la bolgia del San Paolo tutto è possibile. Alla vigilia della super sfida, intanto, il presidente del club azzurro, Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista a ‘El Pais’: “All’inizio non avevo idea di come fosse. Nei primi due anno ho investito 120 milioni di euro, in Serie B ho iniziato a recuperarli, nel primo anno in Serie A li avevo già recuperati”.
“La partita con il Real? Ci sarà una grande atmosfera. Il 29 dicembre è iniziata la vendita dei biglietti e sono stati venduti in quattro giorni. Questo fa capire l’importanza della partita. Quelli per il Bernabeu sono finiti in 45 minuti. Quando ho acquistato il Napoli ho iniziato con dei contratti come quelli del cinema. Sono l’unico al mondo con i diritti d’immagine di ogni giocatore. Quando ho comprato Higuain è stato complicato, perché il Real ne deteneva il 50%. Questo lo faccio perché i giocatori non hanno una formazione giuridica, non campiscono i contratti. Tantomeno un’educazione commerciale. Non capiscono come si possa permettere che le società sportive negozino direttamente con loro: hanno un contratto con il club, si negozia con il club”.

De Laurentiis ‘massacra’ poi Higuain: “Il caso Higuain? Un successo enorme. Il Real Madrid non gli ha dato la visibilità che gli ha dato il Napoli. Però a volte i media creano degli eroi in un club, ma non sempre questi possono sopportare il peso di esserlo. Sono ragazzi giovani, i media li rovinano. Aveva una clausola di 90 milioni, cosicché se ci fosse stato qualcuno di abbastanza matto o interessato a pagarla, io non avrei potuto dire nulla. Ma ci sono giocatori che accettano di essere considerati come parte della mia famiglia e mi considerano un padre. Quelli che non sono così, meglio venderli ogni tre anni.
Higuain ha fatto uno dei suoi migliori anni qui, ma ci ha fatto perdere la qualificazione alla Champions con un rigore sbagliato. E così anche la seconda posizione. Lui ha una famiglia straordinaria, esemplare. Il fratello però mi diceva sempre ‘Non gli piace giocare con Callejon, compra altri giocatori’. Ma io amo Callejon. Non l’ho nemmeno considerato, anzi, gli ho aumentato gli anni di contratto fino a quattro. Non sono un uomo che si fa ricattare”.

Infine il patron dei partenopei ha affrontato il capitolo allenatori: “Benitez? Un grande allenatore, anche se confonde il calcio inglese con quello spagnolo e italiano. E’ il suo difetto. Se scelgo io gli allenatori? Certo, Benitez l’ho scelto con il direttore sportivo. Anche se in quel periodo volevo Massimiliano Allegri. Mi piaceva molto quando allenava il Milan. Mi disse che voleva aspettare. Così sono andato a Londra per parlare con Benitez e mi piacque molto, sembrava un napoletano. Poi tornai a Roma e Allegri mi disse ‘presidente, ora posso’. Ma era tardi.
Come finì? Mi disse di voler tornare a Londra dalle sue figlie e sua moglie. Trovai per loro una bella casa a Roma, con un’ottima scuola americana. Mi disse che non volevano lasciare l’Inghilterra. Perdemmo con il Bilbao una partita stupida, ma si vedeva che non aveva più la testa”.