Napoli contro Juve, atto numero 159. Repubblica lo affronta con una intervista di Marco Azzi al presidente azzurro Aurelio De Laurentiis. “Per me – dice – e’ il derby nazionale: la Juve non e’ una squadra torinese, ha un tifo trasversale in tutta l’Italia, perfino nella nostra citta’. Ma Il Napoli e’ la bandiera del meridione”. Mai provato invidia: “Alla Juve ruberei solo la continuita’: il club bianconero ha una proprieta’ storica e consolidata. Il Napoli invece e’ mio da appena due lustri”. “Mi sento un paladino di Camelot”.
Bentitez? “Spero che Rafa resti con noi. Con la qualita’ di uomini come lui, cresce meglio tutto il contesto. L’incertezza sul suo futuro non mi preoccupa, pero’. Mazzarri ci ha lasciati dopo quattro anni e un secondo posto, ma siamo riusciti a sostituirlo con un allenatore esperto e di alto livello. Succedera’ lo stesso anche con Benitez, nel caso: il Napoli continuera’ ad avere una guida dello stesso livello per preparazione e capacita'”. Un peccato giocarla in uno stadio non all’altezza: “Ci sara’ perfino una parte di curva inagibile. Purtroppo il Comune e’ sempre piu’ assente e io sono preoccupato: per il futuro del calcio a Napoli e di tutta la citta’. I ritardi dipendono dall’amministrazione, giganteschi. Il nostro stadio e’ inadeguato, manca anche la manutenzione: ci siamo vergognati d’ospitare club come Bayern, Arsenal, Manchester”. Partita speciale: per 50 mila. “Stavolta il San Paolo potra’ riempirsi e ne sono felice. Sara’ anche l’occasione per onorare un grande artista come Pino Daniele”.