“Sono state dette tante cose intorno a quella partita, anche sul fatto che io mi fossi rifiutato di entrare, non e’ mai successo, c’e’ stato uno scambio di battute con il preparatore atletico, poi mi sono scaldato ed ero pronto a entrare”. In un’intervista rilasciata a Sky Sport 24, il centrocampista della Roma, Daniele De Rossi, torna sulla mancata qualificazione degli azzurri al Mondiale e su quanto accaduto prima di Italia-Svezia, lo spareggio di ritorno giocato a San Siro. “C’e’ stato un momento di grossa tensione, c’e’ stato grande nervosismo, sapevamo che la qualificazione era molto importante, eravamo convinti di farcela, e’ accaduto qualcosa, ma sono cose che non dovrebbero mai uscire dagli spogliatoi – ha proseguito De Rossi -, non mi piace parlarne perche’ non credo che sia giusto, anzi ritengo grave che vengano fuori certe cose, posso solo dire che c’e’ stato grosso nervosismo, ma credo fosse comprensibile, noi e il mister (Ventura, ndr) eravamo in un momento delicato, pensavamo di venirne fuori ma non ci siamo riusciti. Se penso che non giochero’ il Mondiale per una riunione un po’ turbolenta parto dal presupposto sbagliato, avrei dovuto fare meglio nelle due partite che abbiamo giocato e la stessa cosa vale per i miei compagni”.

Si parla anche della Federcalcio e De Rossi non ha dubbi su chi scegliere. “Sono stati fatti 3-4 nomi, non lo dico perche’ e’ un amico, ma Tommasi ha dato un’immagine diversa dagli altri prima da calciatore e poi da dirigente, con lui si va sul sicuro, ci saranno anche altre persone capaci e perbene. Devo dire che non mi e’ piaciuto il gettare tutte le croci addosso a Tavecchio – ha proseguito De Rossi -. Lui all’inizio non mi ha fatto impazzire, ha rilasciato dichiarazioni fuori luogo, poi ha fatto il dirigente ereditando una situazione non facile, non poteva fare miracoli, ma sui risultati di Conte i meriti sono anche suoi. Poi c’e’ stato questo grande fallimento, ma se Darmian non avesse preso il palo in Svezia, in molti avrebbero continuato a tacere. Bisogna essere coerenti quando si parla delle persone e dei progetti”. (ITALPRESS).