Declino Parma: da Crespo, Veron e Zola, al fallimento

La società emiliana è in una situazione davvero drammatica dopo anni gloriosi

Il Parma è fallito, ufficialmente. Il giudice Pietro Rogato ha deciso la sentenza del fallimento e ha nominato due curatori fallimentari. I dati complessivi della società ammontano a oltre 218 milioni di euro, con un patrimonio netto negativo di 46 milioni di euro. Ecco la brutta fine del Parma, storica società calcistica italiana e realtà importante del mondo del pallone. Il declino degli emiliani è stato lento ma costante e ha colpito tutti gli appassionati di calcio. Il Parma ha vissuto anni gloriosi prima di questa crisi che sconvolto la Serie A e che ha distrutto il club. Negli anni ’90, soprattutto, il Parma è stata una delle squadre italiane più vincenti ed entusiasmanti, anche nel panorama europeo. Il club gialloblù, infatti, ha conquistato tre volte la Coppa Italia (91-92, 98-99 e 01-02), ha vinto la Supercoppa Italiana del 1999, ha trionfato in Coppa delle Coppe nel 1992-93, ha portato a casa la Supercoppa Europea del 1993 e ha ottenuto la vittoria finale in Coppa Uefa nel 1994-05 e nel 1998-99.
Zola
Zola

Il Parma ha ben rappresentato l’Italia in Europa per diversi anni, trascinato da grandissimi campioni che hanno vestito la maglia gialloblù. A Parma sono passati giocatori formidabili che hanno lasciato il segno nel calcio mondiale. Gente come Zola, Crespo e Gilardino hanno fatto sognare il pubblico del Tardini. I successi dei primi anni 90 sono arrivati grazie alle formidabili qualità di calciatori come Melli e Minotti e sono proseguiti con i colpi Zola, Asprilla e Dino Baggio. La lista dei fuoriclasse che hanno indossato la maglia del Parma è lunghissima e comprende anche Veron, Benarrivo. Oltre ai grandi giocatori, anche tantissimi allenatori vincenti come Carlo Ancelotti, arrivato sulla panchina gialloblù nella stagione 96-97. Con il tecnico, ora al Real Madrid: arrivano anche campioni assoluti come Crespo e Chiesa; crescono i talenti di Buffon, Thuram e Fabio Cannavaro. Poi, la guida tecnica di Prandelli con Sacchi e i giovani Adriano e Mutu prima dell’improvviso crac Parmalat che costringe il club a diventare Parma AC. La società rinasce e torna ai massimi livelli del calcio italiano, stazionando in Serie A per tanti anni. Infine: la gestione Ghirardi, la non qualificazione in Europa League e l’inizio di un declino, arrivato al termine e che significa fallimento.