La denuncia del Fatto Quotidiano: “Calciomercato truccato, centinaia le operazioni insignificanti e sarà sempre peggio…”

Durissima la denuncia del Fatto Quotidiano, che analizza lucidamente la questione plusvalenze nel calcio prendendo in esame le operazioni di mercato estive

Il tema delle plusvalenze è tra quelli molto discussi in quest’ultimo periodo, tra indagini e analisi varie. Ma, per ora, solo tanto rumore. A tal proposito, un’ulteriore denuncia arriva direttamente dal Fatto Quotidiano, che concentra la sua attenzione sui tantissimi acquisti di questa sessione estiva in Serie A definiti insignificanti. Da De Ligt a Lukaku, passando per le operazioni più piccole passate quasi in terzo piano.

L’estate di Lukaku e De Ligt, forse di Icardi e Dybala, sicuramente di Spinazzola e Pellegrini, Radu e Pinamonti, Neto, Jordao e decine di altri carneadi: non giocatori, plusvalenze viventi. I top player magari cambieranno il volto della Serie A, ma sono i piccoli nomi che la tengono a galla. Centinaia di operazioni apparentemente insignificanti eppure preziose: al giorno di Ferragosto, in Serie A ci sono state 524 cessioni e 644 acquisti (fonte Transfermarkt). Oltre mille movimenti sui bilanci: il calciomercato oggi serve ad aggiustare i conti, più che le squadre“. Si apre così l’editoriale a firma Lorenzo Vendemiale.

L’autore fa un’attenta analisi in merito al bilancio relativo a diverse operazioni estive, pensate, programmate e calcolate secondo una specifica logica. “Il report Figc: il 22% dei ricavi è gonfiato – si legge ancora Messa così, sembra la panacea di ogni male: il fatturato lievita, il bilancio respira. Infatti le operazioni si moltiplicano. Il problema, però, è che è quasi tutto virtuale. Dietro quelle cifre non ci sono risorse vere: la plusvalenza si segna tutta subito, anche se i soldi arrivano dopo o non arrivano mai (spesso gli scambi di giocatori reciproci sono a flusso zero). L’ effetto è gonfiare il bilancio. Lo certifica anche il “Report calcio 2019” della Figc: nel 2017-2018 sono cresciute sia le plusvalenza (713 milioni, letteralmente esplose nelle ultime due stagioni) che i debiti, vicini a 4 miliardi. E questo perché il 22% del fatturato di un club è fatto di questi ricavi spesso fittizi, mentre le spese sono sempre tutte vere. Dopo questo mercato i dati peggioreranno ancora. Il presidente Figc Gravina vorrebbe intervenire ma è dura, l’ inchiesta del 2018 su Cesena e Chievo Verona conclusa quasi in nulla: non esiste un criterio per stabilire il valore oggettivo di un calciatore (e quindi sanzionare i responsabili)“.