Derby Bari-Lecce truccato, tifosi furiosi: “noi derisi e amareggiati”

“E’ la partita delle partite, la più importante della stagione, ma dopo quello che è accaduto è diventata la vergogna delle vergogne. Ci deridevano e ci chiamavano venduti”. E’ stato il giorno dei tifosi di Bari e Lecce nel processo sul presunto derby truccato di serie A del 15 maggio 2011, che, secondo la Procura di Bari, fu comprato dal club salentino per 230mila euro. I tifosi, parte civile nel processo in corso dinanzi al giudice monocratico Valeria Spagnoletti, hanno raccontato “l’amarezza e il profondo senso di smarrimento” provato dopo aver saputo che quel derby non era stato giocato in modo regolare. “Pensavamo di aver perso una partita e questo già ci aveva rattristati – ha detto un tifoso biancorosso – ma dopo aver appreso della presunta combine ci siamo sentiti presi in giro”. Un altro tifoso chiamato a testimoniare in aula racconta di aver visto quel derby insieme al figlio 13enne (anche lui parte civile). “Ho impostato l’educazione di mio figlio sui valori sportivi dell’onestà e della correttezza – ha spiegato – ma questi fatti rischiano di minare alla base quei valori. Sono qui per dimostrare a mio figlio che se qualcuno sbaglia è bene che paghi”. “Il derby – ha continuato – non è una partita come le altre. Il Bari aveva fatto un campionato disastroso ed eravamo matematicamente retrocessi. L’unica ultima soddisfazione poteva essere la retrocessione Lecce e quindi c’erano grandi aspettative. Si possono sbagliare tutte le partite ma non il derby. Al fischio finale (il Bari perse 2-0, ndr) io e mio figlio uscimmo con la testa bassa sotto i cori dei tifosi del Lecce che festeggiavano”. Un tifoso del Lecce ha parlato di “orrore e ribrezzo al solo pensiero che quella partita fosse stata addomesticata. In una storia pluricentenaria – ha detto – questa è una macchia che ci portiamo dietro perché non posso più essere fiero di aver sempre seguito una squadra pulita”. Dopo le testimonianze dei tifosi il processo proseguirà il prossimo 15 luglio con i testi citati dalla difesa. Saranno sentiti gli ex giocatori del Lecce Guillermo Giacomazzi e Giuseppe Vives e l’ex allenatore della squadra salentina Luigi De Canio. Nel processo sono imputati con l’accusa di frode sportiva l’ex presidente del Lecce Calcio Pierandrea Semeraro, l’imprenditore salentino Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato nell’ambito dello stesso procedimento insieme con i suoi amici Gianni Carella e Fabio Giacobbe).