Domenica sera San Siro vestirà l’abito delle grandi occasioni, come non avveniva da tempo. Già, perché se è vero che da un lato il calendario non ha mai mancato di fornirci il derby tra Inter e Milan, è altrettanto vero che quest’anno la stracittadina potrà fregiarsi di grandi firme, come non si vedeva da qualche anno. Non siamo ancora ai livelli emozionali degli anni ‘9o, quando a marchiare a fuoco il derby della Madonnina c’erano Klinsmann e Van Basten, Matthaus e Gullit, Brehme e Rijkaard. E neppure in campo vedremo fuoriclasse del calibro di Milito ed Ibrahimovic, giusto per rimanere in tempi recenti. E’ però innegabile che si torni a respirare l’atmosfera delle partite che contano, quelle in cui ci si aspetta la giocata del campione cui dedicare poi la prima pagina del giornale nel giorno successivo. Merito di un calciomercato che ha portato in Italia calciatori che, sino a un paio di anni addietro, il trasferimento in Serie A non lo avrebbero neppure preso in considerazione.
Uno dei temi più interessanti della sfida non riguarda il campo da gioco ma le panchine: Roberto Mancini vs Sinisa Mihajlovic è molto più che un duello tra allenatori amici. Eh sì, perché è bene ricordare il grande rapporto che intercorre tra i due tecnici: prima compagni di squadra, poi allenatore (Mancini) uno dell’altro, quindi collaboratori in panchina e, adesso, rivali. Lontani i tempi in cui Sinisa diceva che mai avrebbe allenato i rossoneri. Era più ruvido, più istintivo, meno accorto nella comunicazione dove tuttora, comunque, non manca mai di parlare con la massima sincerità. Semplicemente, adesso, filtra di più i propri pensieri. Cosa che, con eleganza, ha sempre fatto il Mancio. Mancio più fortunato in fase di mercato, dove la dirigenza gli ha messo a disposizione praticamente tutti i calciatori che ha voluto: da Perisic a Felipe Melo, passando per Kondogbia e Jovetic, e via continuando. Anche Mihajlovic ha avuto i vari Romagnoli, Bertolacci e Bacca, non certo roba di secondo piano.
Ma trasferiamoci ora sul campo da gioco, dove i candidati principali a lasciare il segno sul derby sono i due bomber della situazione: Carlos Bacca e Mauro Icardi, velocità ed implacabile fiuto del goal, Colombia ed Argentina. Sudamerica al potere, tradizioni che si rinnovano, ricordando Ronaldo e Serginho, Adriano e Kakà. Maurito non è al meglio delle condizioni ma difficilmente salterà la partita, dove in passato ha già timbrato il cartellino. Sarà la prima volta invece per il colombiano, temutissimo dalla retroguardia rossonera, dove Romagnoli sarà atteso dal primo vero test che ne misurerà le stimmate da campione, pur se con possibilità di essere rimandato. Nella retroguardia nerazzurra menzione per Murillo, considerata anche l’indisponibilità quasi certa di Miranda. Altro grande assente sarà Bertolacci, fermato da una lesione muscolare rimediata con la nazionale azzurra: avrebbe potuto essere per lui, il derby, un punto di volta, dopo lo stentato inizio. Così non sarà. Ma guai a trascurare Jovetic e Luiz Adriano, meno reclamizzati dei primi due ma entrambi capaci di essere letali, come abbiamo già notato nelle prime due giornate del campionato.
E poi? E poi non finisce qua, perché un altro duello spettacolare sarà quello che avrà come protagonisti, a distanza, Handanovic e Diego Lopez: il pararigori contro l’esperto spagnolo, due dei migliori portieri non solo del campionato ma di tutta Europa. Altri temi interessanti riguarderanno due calciatori i cui destini, seppur con impronte diverse, hanno incrociato entrambi i colori delle milanesi. In primis Geoffrey Kondogbia, la scorsa estate ad un passo dal firmare con il Milan prima di venire, anche lui, ammaliato dalle parole del sempre convincente Mancini: motivo per il quale è particolarmente inviso alla curva rossonera, adorato invece da quella nerazzurra. E non dimentichiamoci di Mario Balotelli, tornato al Milan dopo l’esilio dorato a Liverpool: all’Inter ha vissuto, tutto sommato, i suoi anni migliori. Chissà che Mihajlovic, puntando sulla sua voglia di riscatto, non decida di fargli giocare una parte del match. Insomma, sono davvero alte le aspettative su questo Inter-Milan che, probabilmente, sarà seguito, sia allo stadio che in tv, da un altissimo numero di persone. Sintomatico di come le milanesi abbiano, davvero, tutte le carte in regola per tornare a sognare. E vincere. Che è la cosa che più interessa ai tifosi.