Eusebio Di Francesco è uno degli allenatori che di certo farà molto parlar di sé nella prossima estate. Il suo ciclo al Sassuolo sembra essere terminato, ed ora le big guardano con attenzione al tecnico per il futuro. Di Francesco ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, stuzzicato specialmente in chiave Milan.
“Il mio calcio è palla in verticale, scarico, attacco alla profondità. Lo dico sempre ai ragazzi: due passaggi orizzontali sono già troppi. L’idea di base è la voglia di far crescere i giovani, di insegnare. Poi, il gioco senza palla è importante: il calcio è tempo e spazi. Quei movimenti nei miei allenamenti si ripetono continuamente, la ripetitività è fondamentale. 4-3-3 inevitabile? Se subentrassi a stagione in corso mi adatterei. Però se una squadra mi sceglie sa che cosa mi piace, quindi dovrà sposare il mio modo di giocare. Il 4-3-3 ha un solo problema: fai fatica ad andare a marcare il play avversario. Per il resto, è spettacolare. Io in allenamento non lavoro mai su un secondo sistema di gioco”. Quel ‘chi mi sceglie sa che cosa mi piace’, ha il sapore di una leggera frecciata a Berlusconi, colui il quale potrebbe essere il suo futuro presidente. Berlusconi ha infatti spesso messo il naso in questioni tattiche, prediligendo le due punte, ma con Di Francesco la musica dovrà essere diversa.

Passando al centravanti arriva una lode a Bacca: “Deve sempre attaccare la porta, correre in quella direzione. Non va bene quando taglia verso la bandierina: quello che corre verso la bandierina è il guardalinee, non l’attaccante. Il mio 9 ideale? Zaza per me è straordinario. Poi Dzeko, che ora non sta giocando al massimo. E Bacca, che attacca sempre la porta e non va mai in giro per il campo. Lui e Berardi possono fare i titolari ovunque, però ora non dite che vado al Milan: mi hanno accostato anche alla Nazionale, fa piacere ma restano chiacchiere…”.
Infine la chiosa su Balotelli, il quale non sembra adatto al suo gioco: “Io voglio prima di tutto giocatori predisposti a sacrificio e lavoro di squadra. Se non lavorano tutti insieme, si fa fatica”.