Di Natale a 360 gradi: “Prendo Baggio e poi imparo da Zeman, il mio erede? Insigne”

Intervista-fiume del capitano dell'Udinese alla Gazzetta dello Sport

Fresco di gol numero 200, Totò Di Natale si apre in un’intervista alla Rosea, trattando diversi argomenti: dai gol alle scarpette passando per la famiglia. Proprio riguardo quest’ultima, Di Natale esulta sempre indicando il cielo, per salutare i suoi genitori: la madre infatti, è scomparsa 7 anni fa, mentre il padre lo scorso 1° ottobre: “Ha fatto in tempo a vedere la doppietta col Parma, il 29 settembre. Poi è salito in cielo. Il mio rapporto con loro? Li ho sempre sentiti. È stata più dura quando se n’è andata mamma. Lei soffriva di diabete. Per papà ero più preparato. Stava male da un po’. Eppure ha lavorato per 40 anni all’ospedale di Napoli”.

Anche il gol numero 200 non ha fatto eccezione: “Certo. Guardo lassù. Sono per loro, oltre che per mia moglie e miei figli. Papà e mamma: i primi a cui ho pensato. Hanno lasciato 5 figli, 4 fratelli e una sorella che sta con due bambini nella casa in cui c’era papà. Ho 6 nipoti. Sono l’unico che è emigrato. Forse ragionavo un po’ di più. Gli altri sono rimasti giù, solo un mio fratello provò ad andare a Brescia, ma dopo poco tornò“.

Di natalePoche occasioni per vederli: “A volte vado senza dirlo a nessuno. O quando gioco a Roma ci troviamo. Adesso spero di tornare due volte: in campionato e, se battiamo il Cesena, per la Coppa Italia

Coppa Italia che inframmezzerà le dure sfide con Milan e Inter. I primi, hanno espresso categoricamente la necessità di vincere: “Anche noi. Siamo pari. È una grande squadra, con qualità davanti, ma deve fare la partita e se noi ripartiamo bene possiamo metterla in difficoltà. Con l’Inter sarà dura: Mancini ha un effetto positivo”.

Pochi dubbi per la top 3 dei suoi gol: “al Chievo, alla Reggina e un pallonetto a De Sanctis contro il Napoli”.

Non manca il ricordo della prima realizzazione: “a Brunner, ero all’Empoli contro il Como, nel 2002: sinistro sul primo palo”.

E nemmeno quello del gol più importante: “Quelli contro la Lazio quando andammo ai preliminari di Champions League. Il più significativo? Quello contro il Chievo

Sul più prestigioso, invece: “Quello a Casillas all’Europeo 2012, in Italia-Spagna. Sono l’unico che gli ha fatto gol in quel torneo e mi sono rifatto dell’errore su rigore, sempre con la Spagna, nel 2008“.

L’obiettivo personale di Totò rimane, ovviamente, invariato: “Lo ripeto: raggiungere Roberto Baggio a 205 gol. L’ho incontrato a Coverciano e gli ho detto che vorrei facessimo una grande festa insieme, magari proprio qui a Udine“.

Antonio_Di_Natale_2011Pozzo gli ha chiesto di esserci anche nello stadio nuovo: “L’accordo c’è. Ora cerco di fare sei mesi alla grande e poi parliamo”.

L’Udinese ha un nuovo tecnico dopo il ciclo Guidolin: “Guidolin ha 30 anni di panchina e di carriera. Stramaccioni mi sembra Spalletti giovane. Ci parlo. Ha Stankovic che è importante, ci mancava uno così”.

Proprio oggi è atteso Antonio Conte al centro sportivo. Nessun rimpianto per eventuali convocazioni non ottenute: “largo ai giovani. Facciamoli crescere. Conte fa molto bene a chiedere uno stage di due giorni al mese. Okaka mi piace, sembra Vieri”

Nessuna esitazione riguardo all’identità del suo erede: “Insigne, un peccato che si sia fatto male. E all’Udinese tenete d’occhio Zapata“.

Dopo il ritiro, Pozzo lo vorrebbe come allenatore dell’Udinese: “Le sfide mi piacciono, sarei felice di allenare l’Udinese ma giocando come piace a me, col 4-3-3, alla Zeman. Avrei voluto farmi allenare da lui…