Dichiarazioni shock di Abbiati: “nel Milan 4-5 mele marce”. Poi svela una lite con Bacca

Christian Abbiati appese le scarpe al chiodo ha voluto raccontare qualche retroscena sul Milan attuale usando parole forti: "ci sono 4-5 mele marce"

Dopo aver chiuso la carriera da calciatore, Christian Abbiati ha voluto raccontare le sue verità in merito alla situazione del Milan, che con la sconfitta in Coppa Italia ha chiuso un’altra stagione deludente: “Se chiudo gli occhi e ripenso al Milan fino al 2011, vedo un’altra squadra, sotto tutti i profili. Io ragiono secondo certi valori che mi hanno trasmesso Albertini, Costacurta e Maldini. In carriera sono stato multato solo una volta, per un ritardo. Mi ero addormentato. Non sto dicendo che a quell’epoca vivessimo in clausura, ma quando ci allenavamo andavamo a mille all’ora. Se si perde male, a me non viene nemmeno in mente di farmi vedere all’Hollywood. Ormai ero arrivato a un punto in cui il lunedì mattina avevo ansia quando uscivo di casa. Per come andava la squadra mi vergognavo a uscire, anche se la mia coscienza era pulita”.

Intervistato dalla ‘Gazzetta dello Sport’ Abbiati ha poi usato parole forti nei confronti di alcuni elementi della squadra rossonera, svelando anche un retroscena su una lite con Bacca: “Brocchi ha ragione, ci sono stati 4-5 elementi che non hanno fatto quanto gli veniva chiesto. E non parlo di errori tecnici. Il fatto è che se ce n’è solo uno lo controlli e lo isoli, ma cinque sono tanti ed è tutto molto più complicato. Vi faccio un esempio emblematico: quando Bacca fu sostituito col Carpi e lasciò il campo senza aspettare la fine e senza salutare chi entrava, nello spogliatoio lo ribaltai. Ebbene, mi sono girato e non c’è stato nessuno che mi abbia supportato. Evidentemente certe cose o non si hanno dentro, o proprio non interessano. Ai miei tempi Gattuso avrebbe tirato fuori il coltello”.

Infine il portiere rossonero parla del proprio futuro e della sua partita d’addio con la Roma: “Non ho giocato contro la Roma? Nessun problema. In realtà avevo già staccato la spina ed era giusto che con Brocchi, che è il mio migliore amico, fossi schietto. “Un futuro al Milan mi piacerebbe molto, mi vedrò con Galliani. Che ruolo ricoprirei? Le faccio un esempio… viene da me l’allenatore e mi spiega che quel certo giocatore non si sta comportando bene. Ecco, io sarei quello che va a prenderlo a calci nel culo. Club manager: si chiama così, vero?”.