Dichiarazioni shock di Wenger: “Ho affrontato tanti avversari dopati”

Il manager dell'Arsenal ha rilasciato un'intervista all'Equipe in cui ha lanciato pesanti accuse

Nei giorni in cui la parola doping è tornata ad occupare le prime pagine, Arsene Wenger getta benzina sul fuoco nell’intervista rilasciata oggi all’Equipe, parlando della partita di Champions League giocata quest’anno contro la Dinamo Zagabria, in cui due giocatori croati risultarono positivi al controllo antidoping:  “In carriera mi è capitato molte volte di affrontare squadre che avessero assunto sostanze dopanti, ho pensato che quando tu non giochi al cento percento e gli avversari sono dopati, giocare diventa difficile…Ho sempre cercato di essere coerente con i valori dello sport. In 30 anni non ho mai fatto iniettare nulla nei miei giocatori per migliorare in qualche modo le loro capacità. Non ho mai dato loro nulla che potesse migliorarne le performance. Sono fiero di ciò. Ma ho giocato molte partite contro avversari che non si sono fatti certi scrupoli.
Credo che la bellezza dello sport sia nel fatto che molti vogliono vincere, ma solo uno – alla fine – ci riesce. Purtroppo però siamo in un’era in cui si pensa subito e soltanto a celebrare il vincitore, senza curarsi del modo in cui la vittoria è arrivata. Poi, dieci anni dopo, magari salta fuori che quello ha barato. Durante questo lasso di tempo, però, nessuno pensa allo sconfitto”.

Lo stesso Wenger, però, è stato chiamato in causa per una vicenda di doping nel 2011, quando l’ex centrocampista dell’Arsenal Paul Merson ha dichiarato al magazine francese So Foot che una sera, prima di un match, fu condotto ad un Holiday Inn ad Islington dove gli fu iniettata una sostanza gialla sconosciuta.
Al tempo, un portavoce dei Gunners spiegò che tale sostanza non era solo un banale multivitamico, e lo stesso manager francese tagliò la questione sostenendo che se qualcuno avesse dimostrato il suo coinvolgimento in un episodio di doping, avrebbe rassegnato le dimissioni.