Chi dietro Juve e Roma? Con il Napoli giù la lotta al terzo posto è un rebus!

Iniziamo parlando della “Maledizione di Mazzarri” da noi stessi scritta un paio di tempo fa. Statistiche alla mano, infatti, tutte le squadre che Walter Mazzarri ha allenato in serie A, a due anni dal suo addio sono retrocesse in serie B. È accaduto con la Reggina, retrocessa nel 2009 e con la Sampdoria retrocessa nel 2011. Ora, i napoletani facciano tutti gli scongiuri possibili ed immaginabili, ma ci sembra alquanto esagerato pensare che la formazione azzurra possa rischiare una clamorosa retrocessione in serie B. Un dato di fatto è che il Napoli non c’è più, se c’è mai stato quest’anno. Il problema sembra essere ormai psicologico, più che tecnico. La squadra di Benitez, che nel frattempo sembra in totale confusione, ha perso tutta la fiducia che possedeva dopo la vergognosa eliminazione dalla Champions League contro il buon Athletic Bilbao, ma certamente inferiore sulla carta ai partenopei. Al problema di Benitez, che non è affatto propenso a cambiare sistema di gioco e della formazione che in campo appare sbilanciata e sfilacciata, si aggiungono gli evidenti malumori di alcuni calciatori, tra cui il fuoriclasse Gonzalo Higuain, chiaramente poco soddisfatto di quanto sta accadendo nell’ambiente. È difficile ipotizzare che questa compagine, molto debole sotto il punto di vista mentale, possa riuscire a rialzare la testa ed imporsi nuovamente uscendo da questo interminabile tunnel depressivo.

inzaghiCon il Napoli apparentemente fuori dai giochi, la lotta al terzo posto è un rebus. Se non c’è dubbio che le migliori squadre del nostro campionato siano la Juventus e la Roma, allo stesso tempo non è facile avere chiare le idee su chi si colloca subito sotto le suddette regine della serie A.
Il Milan di Pippo Inzaghi, pur essendo ricco di entusiasmo, è un cantiere aperto, nel senso che la squadra non sembra ancora pronta, collaudata e competitiva al 100% soprattutto per via delle deficienze evidenti che stanno emergendo nei meccanismi difensivi.
Di contro, la Fiorentina di Montella, sempre bella negli anni precedenti, ha perso tutto lo smalto offensivo che l’aveva contraddistinta nelle ultime stagioni: se prima Toni e poi Rossi avevano colmato il gap quantitativo riguardo il reparto avanzato con le altre big, adesso con Pepito ai box e Mario Gomez, prima abulico e adesso nuovamente infortunato, i viola hanno dei problemi veramente grossi. L’organico nei ruoli d’attacco della compagine toscana è al momento, senza tanti giri di parole e con tutto il rispetto, inferiore a quello del Sassuolo, che dispone del giusto mix di esperienza, integrità fisica e gioventù, che servirebbe ad ogni singola rosa della nostra serie A.

Resta l’Inter, che oggi come oggi sembra favorita nella corsa al terzo posto. La squadra di Mazzarri è quadrata, si è di fatto rinforzata rispetto agli anni precedenti e sta sicuramente giovando del momento di grazia di una difesa che concede pochissimo e di un Kovacic che a questi livelli può fare la differenza contro chiunque. Tuttavia va considerato che la Beneamata non è più abituata a competere per certi traguardi: l’Inter, pur essendo l’ultima squadra italiana ad aver vinto una competizione europea, manca la qualificazione alla Champions League dal 2011! Non è detto, inoltre, che la strada meno tortuosa per qualificarsi alla Coppa Campioni 2015-2016 sia quella del campionato. Mazzarri non deve infatti dimenticare il jolly Europa League: tramite la vittoria della vecchia Coppa Uefa, i nerazzurri si assicurerebbero di diritto il pass per la Champions. Lo stesso discorso va fatto per le sopra citate Napoli e Fiorentina.

Alla luce di questa riflessione non va quindi escluso un possibile inserimento di qualche outsiders nella lotta al terzo posto: Udinese, Lazio e Sampdoria in questo senso promettono bene.