Differenze abissali separano la raffazzonata impostazione difensiva approntata da Zdenek Zeman rispetto all’equilibrio severo preteso da Rudi Garcia. E i risultati per la Roma, almeno in queste primissime battute della stagione, sono sotto gli occhi di tutti. Nei 180 minuti cha hanno dato il via al campionato 2013/204, a Livorno e in casa contro il Verona, la formazione giallorossa è riuscita nell’impresa, impensabile nell’epoca zemaniana, di non subire nemmeno un gol. L’allenatore proveniente dalla Francia ha dato nuova linfa al pacchetto delle retrovie, che adesso non deve preoccuparsi di distanze siderali tra un difensore e l’altro nè di movimenti spericolati che spalancavano praterie agli attaccanti avversari. Considerazioni che sono confermate da Leandro Castan. Il centrale brasiliano, nel corso di un’intervista rilasciata a Sky Sport 24, non usa giri di parole: “E’ chiaro che per noi difensori è una cosa diversa giocare così, è meglio quando tutti stanno insieme. Sappiamo che l’allenatore precedente voleva una cosa differente, mentre adesso giochiamo più vicini e per noi è meglio, riusciamo a fare un buon lavoro”. Certo, spiega il giocatore sudamericano, fondamentali si sono rivelati i nuovi innesti: “Benatia, Maicon, De Sanctis ci hanno aiutato tanto. Adesso però dobbiamo restare con i piedi per terra perché abbiamo fatto appena due partite e manca ancora tanto alla fine del campionato. Certo, quanti meno gol prendiamo meglio è”. Castan, scendendo nel dettaglio, spiega che: “Con Garcia la cosa chiara è che la fase difensiva non riguarda solo il portiere e i quattro dietro, bensì tutta la squadra. Questa è una cosa importante perché vuol dire che quando non subiamo gol il merito è di tutti, anche degli attaccanti che tornano in marcatura. Insieme andiamo meglio”.
Difesa della Roma ancora imbattuta: Castan svela le differenze abissali tra Garcia e Zeman