Un nuovo terremoto potrebbe scuotere il mondo del calcio. Nei giorni scorsi è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Milano su presunti costi gonfiati nell’acquisto dei diritti televisivi del calcio che lambirebbe anche l’acquisto del 49% del Milan da parte del magnate asiatico Bee Taechaubol.
A darne notizia è il quotidiano “Repubblica”, che spiega come il procedimento affidato ai pm Giovanni Polizzi e Roberto Pellicano, entrambi del pool di magistrati che persegue reati contro la Pubblica amministrazione, sarebbe concentrato su possibili comportamenti infedeli da parte di chi gestisce i diritti tv e non su reati societari.
Stando a quanto riportato da “Repubblica”, i primi sospetti sono sorti lo scorso maggio quando l’Antitrust si era presentata in Lega Calcio con un decreto di sequestro per acquisire le carte per l’assegnazione dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2015-2018. L’ipotesi iniziare era che i grandi club, per garantirsi una fetta maggiore di introiti dai diritti tv, avessero creato una sorta di ‘cartello’ occulto.
Successivamente negli uffici della Procura di Milano sono giunti gli sviluppi dell’inchiesta sul barone Filippo Dollfus de Volkesberg, arrestato in Svizzera nel maggio scorso con l’accusa di gestire conti correnti cifrati per imprenditori italiani di primo piano. Tra i clienti di questo barone, secondo il quotidiano, ci sarebbero stati anche chi materialmente ha partecipato alla divisione dei diritti. Inoltre nelle carte della Procura sarebbero quindi finite anche “tracce dei movimenti societari” che hanno accompagnato le fasi di compravendita del pacchetto azionario del Milan da parte di Mr.Bee.