Sono tre – Rai, Rti (Mediaset) ed Eurosport (Discovery Italia) – i broadcaster in lizza per acquistare i diritti televisivi per il mercato italiano della Coppa Italia e della Supercoppa italiana per le tre stagioni 2015-2018. Il 6 marzo scadeva il bando predisposto dall’advisor Infront Italy e sembra che in Lega Calcio di busta ne sia giunta una sola, quella di Mediaset. Peccato che non raggiungesse la base d’asta di 26 milioni (a salire 28 e 30 milioni) prevista dal pacchetto “dirette”. Tutto da rifare, insomma, a trattativa privata e a quel punto sono giunte le manifestazione d’interesse anche della Rai (che detiene i diritti della manifestazione e si e’ dimostrata parecchio infastidita dall’aumento del 40% del prezzo) e di Discovery. Da Sky, invece, nessuno si e’ mosso. Le “chiacchierate” tra i broadcaster e la Confindustria del Calcio cominceranno lunedi’ 23 marzo, le tv potranno chiedere anche delle modifiche al bando, ma soprattutto pretenderanno una modifica del prezzo. Nessuno, insomma, e’ disposto a svenarsi per la Tim Cup. Ventotto milioni di media, infatti, sono molto di piu’ di quanto la Rai ha pagato i diritti tv per il triennio 2012-2015: 20,5 milioni a stagione. La cifra, euro piu’ euro meno, che – a quanto apprende IL VELINO – la Rai mettera’ sui tavoli di Via Rosellini.
Il bando prevede una formula praticamente identica a quella attuale: 78 squadre partecipanti (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D); gare ad eliminazione diretta (tranne le semifinali); e 8 teste di serie che entreranno in gioco dagli ottavi di finali. Con finale da disputarsi “in linea di principio” a Roma. La Supercoppa, invece, continuera’ ad aprire in pieno agosto (e probabilmente ancora all’estero) la stagione calcistica italiana. Una formula collaudata e che tante soddisfazioni sta dando alla Rai in termini di ascolti ma che qualche polemica tra i piccoli l’ha suscitata. In vendita tre pacchetti: le “dirette” in esclusiva su tutte le piattaforme di cui sopra. Un pacchetto “digital plus” per internet e telefonia mobile (con unico pretendente Telecom Italia) con base d’asta 500 mila euro e in palio highlights, differite e interviste; infine il pacchetto radio live, base d’asta 280 mila euro, per la trasmissione delle partite in diretta. E qui la Rai corre da sola.