Pep Guardiola in Spagna è finito nell’occhio del ciclone, dopo il discorso tenuto ieri dal tecnico del Manchester City a Barcellona in favore dell’indipendenza della Catalogna. “I catalani sono vittime di uno Stato che ha messo in moto una persecuzione politica non propria di una democrazia nell’Europa del XXI secolo”, ha sostenuto Pep e ha invitato “tutti i democratici dell’Europa e del mondo ad appoggiarci nella difesa dei diritti oggi minacciati in Catalogna” e ad affrontare uno Stato autoritario.
Stampa e politici di Madrid si sono scagliati contro l’ex allenatore del club blaugrana con un utente di Twitter che si è detto addirittura deluso che non sia stato ucciso nell’attentato jihadista di Manchester. Un noto giornalista sportivo spagnolo ha poi sottolineato: “per anni la Spagna ha garantito la tua salute, le tue strade, la tua sicurezza, la tua educazione”.
Abc parla di ‘falsita’ nel suo “discorso”, denuncia le simpatie di ‘Pep’ per il Qatar dove fini’ la carriera da calciatore e gli rimprovera di considerarlo “paese aperto” e la Spagna “uno stato autoritario”. Al contrario, invece, per tutti quelli che sostengono l’indipendenza della Catalogna, Pep è diventato una sorta di ‘idolo’.













