Donnarumma ed il ‘mobbing’ citato da Raiola: ecco cosa può e cosa non può fare il Milan

Donnarumma è destinato a far parlare di sè per tutta l’estate, anzi anche oltre. Qualora il Milan decidesse di non venderlo durante questa sessione estiva di calciomercato, si aprirà un nuovo capitolo della questione, quello legato al mobbing citato ieri da Raiola durante la sua intervista. Si parla tanto del fatto che il Milan possa spedire in tribuna il portiere spesso e volentieri, dato che il nuovo titolare tra i pali dovrebbe essere Perin.

Al programma di Radio24 “Tutti convocati”, è intervenuto oggi l’avvocato Grassani, un valido esperto in materia che ha spiegato ciò che il Milan può e non può fare. “Donnarumma è atteso ad un anno difficile se resterà al Milan – ha esordito Grassani -. Il rischio che una delle due parti esageri, mettendo un piede in fallo, c’è. Donnarumma ha ancora l’età per giocare in Primavera, se fosse convocato lì sarebbe tenuto a rispondere. Una volta che la società rispetta il diritto di far allenare il ragazzo ha rispettato i suoi compiti. Piaccia o meno, se non rinnova il contratto la società, per tutelarsi può solo cedere il giocatore”. Dunque sintetizzando un po’ il concetto, al Milan basta far allenare Donnarumma per non incorrere in sanzioni. Inoltre per ‘beffa’ potrebbe convocare il calciatore con la Primavera di Gattuso, staremo a vedere quale sarà la scelta societaria.