Dramma Pruzzo, medita il suicidio: “a volte penso che sia giunto il momento di togliermi dai coglio**”

Rivelazioni shock dell'ex centravanti della Roma Roberto Pruzzo

Roberto Pruzzo, 138 gol in 10 anni con la maglia della Roma, ha pubblicato la sua autobiografia. Alcune parole del libro sono davvero da brividi. Come si legge su La Gazzetta dello Sport, l’attaccante ligure combatte da tempo con una forma di depressione molto pericolosa: “ogni tanto penso che sia giunto il momento di togliermi dai coglioni un po’ perché sono stanco, un po’ perché ho voglia di non rompere più a nessuno. Ma poi accadono quelle cose che ti fanno pensare che è più forte lo spirito di sopravvivenza. Come quando mi chiamano i miei amici di Dezza, che mi invitano a mangiare i tordi e le beccacce, gli stessi che riescono a farmi tornare il sorriso, allontanando l’Uomo Nero che ogni tanto mi viene a trovare. Gli stessi amici che mi fanno pensare che forse in fondo è meglio aspettare un altro po'”.

I fantasmi del passato tormentano Roberto Pruzzo

Parlando della sua carriera, fa riflettere che Pruzzo ricordi molto di più le sconfitte e le delusioni, e non le vittorie, come quella dello scudetto 1982-1983. Sono tantissimi i fantasmi del suo passato da calciatore che gli ritornano in mente: “cosa mi resta della mia carriera da centravanti? I goal sbagliati e le sconfitte. Delle vittorie ho goduto poco, perché sono subito volate via. Le sconfitte no, sono rimaste qui. E ancora ci combatto. La retrocessione in B del Genoa causata anche da un mio rigore sbagliato e la finale di Coppa Campioni persa con il Liverpool ancora mi vengono a trovare ogni tanto. Penso sempre al funerale di Agostino Di Bartolomei, compagno onesto, discreto, intelligente. Uomo che ha scelto il suo gesto estremo in silenzio, senza dare troppo fastidio. Un gesto che riesco a comprendere, rispettare e in alcuni momenti capire”.