Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, a margine dei ‘Gazzetta Awards’, è intervenuto ai microfoni di giornalisti presenti rilasciando dichiarazioni importanti, a cominciare dalla questione Figc: “Le vicende del nostro calcio ormai sono note a tutti. Noi dobbiamo continuare a lavorare: sappiamo già cosa dobbiamo fare, ora però dobbiamo farlo. Il contatto con i vari presidenti continua, ma dobbiamo bisogna fare qualcosa perchè l’immobilità ci tocca da 4-5 anni e mette il calcio italiano a rischio”. Sulla questione della vittoria ad ogni costo: “Essere il presidente della Juventus vuol dire avere la dolce ossessione della vittoria”.
Agnelli ha poi rifilato una frecciata indiretta a Dybala, come fatto qualche giorno fa da Pavel Nedved, salvo poi elogiarlo. Il numero uno bianconero ha usato bastone e carota: “Risultati come quelli che abbiamo ottenuto e che vogliamo continuare ad ottenere sono la conseguenza del lavoro perché il solo talento non basta e lo dimostrano i campioni che sono qui oggi e lo insegna anche la Juventus: il talento non basta, bisogna allenarsi. Paulo? Non è successo niente, è solo un momento come capita a tanti atleti che fanno questo lavoro. – ha proseguito Agnelli – Fisiologicamente può succedere di non riuscire a esprimersi secondo il suo grande potenziale e talento. Ma in valori assoluti se parliamo di Dybala si può dire che può meglio. Ma lui rimane sempre il giocatore più forte che abbiamo, quindi vorrei sempre averlo con me e sono contento di averlo con me”.

“Nedved critico? Pavel, secondo me, dall’alto della sua esperienza ha dato un consiglio spassionato a un ragazzo che è già campione e potrebbe diventare il numero uno in assoluto. – ha affermato – E questo a Paulo dovrà fare molto piacere, il fatto cioè che uno come Pavel spenda parole e dispensi consigli così importanti. Non ha detto banalità, ha detto delle cose che, se prese col verso giusto e col piglio del campione come è Paulo, possono indirizzare sulla strada giusta per diventare il numero uno”.
“Oppure – ha concluso il presidente bianconero – puoi far più fatica. Ma Paulo è troppo intelligente per non capire determinati discorsi. Ognuno di noi in carriera ha avuto momenti di difficoltà e nessuno te li risolve: devi essere tu per primo a fare qualcosa perché la tendenza si inverte, e poi magari la società e i compagni possono darti un supporto”.