Dybala, Anderson e non solo: ecco gli 11 baby fenomeni su cui puntare

Ecco la formazione composta dai più promettenti giovani del calcio mondiale

Sono ormai nostalgicamente andati i tempi in cui il Milan poteva permettersi di acquistare Alessandro Nesta dalla Lazio per 56 miliardi e l’Inter rispondere con Hernan Crespo: da qualche anno è cominciato il regno dei low cost, dei parametri zero, degli investimenti oculati, perchè ormai i soldi non si possono più buttare con così tanta leggerezza.
Molte società hanno provato (con risultati disastrosi) ad acquistare vecchie glorie con nomi altisonanti, ma gambe e piedi in pensione, altre hanno saggiamente approvato una politica di valorizzazione del vivaio e acquisto di giovani talenti.
Paulo Dybala e Felipe Anderson sono i due gioielli esplosi in questa stagione nel nostro campionato, ma cosa succede negli altri campionati? Quali potrebbero essere degli altri giocatori su cui puntare? Il sito calcio e finanza ha stilato un elenco dei migliori, per rapporto qualità/prezzo.

In porta, nonostante la stagione passata in panchina, vogliamo dare ancora fiducia a Simone Scuffet (1996), il giovane portiere dell’Udinese lanciato da Guidolin e che l’anno scorso stupì tutti con la sua sicurezza. Il prezzo sarebbe accessibile, così come l’ingaggio, ma per qualcosa di più immediato e pronto dobbiamo volare in Ucraina: Maksym Koval, 22enne portiere della Dinamo Kyev, ormai titolare inamovibile nella sua squadra. Per strapparlo al suo club natale servono 8 milioni di euro.
Visto che l’Italia è da sempre maestra di buona difesa, lanciamo due giovani prodotti del nostro paese: Daniele Rugani (1994) e Alessio Romagnoli (1995), 10 milioni il loro valore di mercato, con un ingaggio non proibitivo, ma già prenotati da Juventus e Roma, che li riporteranno alla base a fine stagione.
I due terzini arrivano, rispettivamente, da Montecarlo e Valencia: il primo è Fabinho (10 milioni), che ha già dimostrato contro la Juventus tutto il suo valore, il secondo è Josè Luis Gaya, ennesimo terzino sinistro, classe 1995, sfornato dal Valencia (dopo Jordi Alba e Juan Bernat) di sicuro valore, ma difficilmente acquistabile visto che il suo prezzo si aggira già sui 25 milioni.

Centrocampo di qualità con Courentin Tolisso, mediano francese classe 1994, perno del Lione che sta impensierendo il Paris Saint Germain in Ligue 1: vale 12,5 milioni e qualcuno lo ha già accostato a Miralem Pjanic.
Al suo fianco potremmo inserire la versione olandese di Marco Verratti: Jordy Clasie, 24enne centrocampista del Feyenoord, molto somigliante al giocatore del PSG sia per struttura fisica (è alto 169 cm), sia per caratteristiche tecniche. Linea di trequartisti con il nostro Felipe Anderson, Ross Barkley dell’Everton, che già è stabilmente nel giro della Nazionale inglese e Luciano Vietto del Villareal, classica seconda punta di movimento e dribbling, dotata di un tiro molto potente e preciso… ah e se non l’aveste intuito dal nome è di origini italiane.
Nel ruolo di prima punta avremmo tantissime alternative: Mauro Icardi, Paco Alcacer, Romelu Lukaku, Paulo Dybala, ma vogliamo inserire la vera sorpresa di quest’anno, che è il centravanti del Palermo, ormai conteso da mezza Europa.

La cosa assolutamente stramba è il costo totale di questi giocatori: per valutare l’effetto di un giocatore sul bilancio bisogna infatti valutare non solo il prezzo del cartellino, ma anche l’ingaggio lordo e gli anni di contratto nel quale dividere la spesa.
Esempio: Tolisso oggi costerebbe 12 milioni e per cambiare aria vorrebbe almeno 2 milioni a stagione (4 lordi), con un contratto di almeno 4 anni. I 12 milioni del cartellino, sommati ai 16 dell’ingaggio (4 milioni lordi per 4 anni), porterebbero il giocatore a costare 7 milioni a stagione, uno in meno di Mexes e 3 in meno della coppia Essien-Muntari.