Il giovane Paulo Dybala si sta prendendo sulle spalle la Juventus in questo inizio di stagione, a suon di reti e prestazioni d’alto livello. La Joya ha parlato ai microfoni di Rai Sport di alcuni dettagli della sua vita calcistica, a partire dalla tanto chiacchierata querelle per la numero 10 che fu di Pogba. “Non ho mai chiesto la maglia numero 10, portavo già un numero importante. Me lo ha chiesto la società, per quello che potevo rappresentare per la squadra e per i tifosi. Ci ho pensato per due giorni e ne ho parlato con la mia famiglia, poi ho dato risposta positiva. So che rappresenta tanto nella storia della Juventus”.
Una mossa di marketing dunque quella della Juve nell’assegnare il fatidico 10 alla Joya, ma non è tutto, Dybala spiega anche la sua amata mask: “Dopo la Supercoppa persa contro il Milan, siamo andati in vacanza e sono state le più brutte della mia vita. In quest’occasione ho deciso di esultare così per i gol. Bisogna fallire per diventare grandi. Quando arrivi a certi livelli devi crescere in fretta e devi affrontare i momenti difficili da persona adulta”.

In Nazionale Dybala sta spesso giocando al fianco di Icardi, rivale interista: “Abbiamo un bel rapporto, ci siamo conosciuti quando giocavo a Palermo, ora ho il piacere e la fortuna di giocare in Nazionale con lui. È un grande attaccante, sarà una bella sfida quest’anno per la classifica marcatori, anche se penso che lui abbia più possibilità essendo un attaccante d’area. Io mi giocherò le mie possibilità”. Infine Paulo racconta il difficile passaggio da Palermo a Torino: “A Palermo mi sono innamorato della gente, affettuosa e passionale. C’era il mare, una città bellissima che mi ricordava la mia terra. I primi mesi a Torino sono stati duri, sono tornato in Sicilia due volte, andavo in spiaggia. Ora mi trovo bene, sono due città diverse ma bellissime”.