La prima stagione con la maglia della Juventus per Paulo Dybala è stata più che positiva. Dopo un periodo iniziale di ambientamento la ‘Joya’ si è caricato sulle spalle la squadra e l’ha trascinata alla vittoria del quinto scudetto consecutivo realizzando ben 16 reti in 32 presenze. Intervistato dai microfoni di “Tuttosport” l’argentino ha espresso tutta la sua felicità per il traguardo raggiunto:
“E’ stata una stagione straordinaria, non solo per come abbiamo vinto lo Scudetto, ma per tutto quello che è successo. Da quando sono arrivato in Italia mi sono reso conto che la Juventus non era una squadra come le altre, non esiste una squadra così forte e con uno stadio capace di incutere così timore”.
Dybala non si è mai pentito di aver scelto la Juventus “Non mi sono mai pentito nemmeno per un attimo della mia scelta, nemmeno quando eravamo lontani dall’Inter perchè avevo la consapevolezza di essere arrivato in una delle squadre più forti del mondo”.
“La Juve di quest’anno – ha proseguito l’argentino – mi ha ricordato l’Italia del 2006, che aveva iniziato male il Mondiale, sembrava a un passo dall’uscire e poi lo ha vinto. Quella del 1982? Quel Mondiale non l’ho mai visto”.
La ‘Joya’ era consapevole che ci sarebbe voluto un periodo di assestamento: “Sin dall’inizio ho capito che sarebbe stato necessario per molti di noi un periodo di assestamento per capire effettivamente cosa fosse la Juventus. Ma la contempo sapevo che era tutto nelle nostre mani e che avremmo cominciato a vincere le partite. L’idea di averlo vinto così rende tutto ancora più incredibile “.
Parlando del futuro, Dybala si sbilancia e ammette di essere affascinato dalla possibilità di costruire una carriera tutta alla Juventus: “Se riesco a immaginarla come quella di Del Piero oBuffon ? Veramente sì. La loro storia mi affascina: vent’anni con la stessa maglia diventi un monumento. Sono promesse che non si possono fare perché logicamente non dipende solo da me, ma sarebbe davvero bello per me ripetere quelle carriere, vincere quello che hanno vinto loro rimanendo sempre qui alla Juventus”.
L’argentino non nasconde il desiderio un giorno di indossare la maglia numero 10: “Il 10 per ora è occupato e sinceramente spero proprio che rimanga occupato ancora per un bel po’ (da Pogba, ndr). – ha dichiarato Dybala – Poi se dovesse liberarsi a me piacerebbe molto, anche se il 21 mi affascina: qui alla Juventus lo hanno portato Zidane e Pirlo , non esattamente due qualsiasi. E’ un numero che ha una storia importante e me lo tengo volentieri”.
A livello personale, invece, Dybala ha le idee chiare: “Io paragonato a Messi dagli allenatori? A me fa piacere sentire queste cose, non mi pesa per nulla ed è gratificante. – ha affermato ‘la Joya’ – Significa che se ti impegni e lavori come un professionista puoi diventare uno dei grandi. Io non so se diventerò come Messi, lui alla mia età aveva già vinto un Pallone d’Oro. Diciamo che adesso il mio obiettivo è vincerne uno anche io e provare ad avvicinarmi al suo palmares. Abbiamo storie diverse, lui a 17 esordiva nel Barcellona…”.
Infine parlando del calcio italiano, l’argentino chiosa: “In Italia ci si difende tanto e bene. – ha sottolineato lo juventino – E’ un calcio tattico: le squadre piccole non giocano in modo incosciente come fanno le piccole spagnole che poi magari prendono otto goal. L’Atletico Madrid sta cambiando questa mentalità nella Liga, ma in Italia è sempre più difficile. Messi e Cristiano Ronaldo non avrebbero fatto 80-90 goal in Italia, magari ne fanno 30-40 come Higuain, ma certo non 80″.