E’ un vero e proprio “manifesto programmatico” quello che Erick Thohir ha annunciato nel corso della conversazione intrattenuta nella redazione della “Gazzetta dello Sport”. Idee, progeti e strategie che illumineranno il magnate indonesiano lungo il percorso della gestione dell’Inter, appena acquisita dalle mani di Massimo Moratti. “Che squadra vorrei vedere? Vengo dal mondo dei media, per me è automatico -ha spiegato il nuov proprietario del club nerazzurro – che una squadra debba piacere alla gente. Amo il calcio spettacolo: serve ad attirare nuovi tifosi e a fare contenti quelli che già ci sono. Ne ho parlato con Mazzarri, un buon esempio possono essere i Lakers di Magic, per come coniugavano spettacolo e vittorie. Per un tecnico è una sfida dura, ma va accettata se vuole essere fra i top al mondo…”. Il tycoon venuto dall’Oriente guarda alla Bundesliga come un modello cui il sistema calcistico italiano dovrebbe guardare con attenzione: “La cosa buona in Germania è che il sistema calcio ha creato una propria industria, come avviene negli Usa, dove ci sono Nfl, Nba, Nhl, Mlb e Mls, con i club che concorrono alla riuscita del sistema. Io sono appena arrivato e non posso dare direttive a nessuno, ma come tifoso so che la Serie A era un campionato top e che l’Italia è un grande Paese, con una storia enorme alle spalle. Con il vostro spirito imprenditoriale si può fare di tutto e spero che la Serie A torni ai vecchi fasti, perchè non credo sia bello vedere una gara se lo stadio è mezzo vuoto”. Rispondendo alla domanda relativa alla eventuale realizzaione di un nuovo impianto sportivo che ospiti le partite casalinghe dell’Inter, Thohir ha rimarcato che: “Se guardi alle entrate dei top club, lo stadio pesa parecchio – spiega poi Thohir – I Dc United giocano in uno stadio, il RFK, che è del 1956 ed è nato per il baseball, con un campo a forma di diamante, scomodo per il calcio. Stiamo lavorando per un nuovo stadio, ma non avrebbe senso farlo di 40mila persone: negli Usa ci sono numeri diversi. All’Inter devo studiare bene cosa è meglio fare, se costruire un nuovo stadio o rimanere a San Siro. Quello stadio è leggendario, ma la struttura è molto vecchia. Ci sono stato due mesi fa: mancano spazi per mangiare, ci sono pochi ascensori, devi usare le scale e mancano mille altre cose. Negli stadi moderni, vedi l’Emirates dell’Arsenal, i vip box portano circa il 30% delle entrate. Bisogna pensare a queste cose, ma non voglio prendere una decisione che non possiamo permetterci”. Il neo azionista di maggioranza della società di Corso Vittorio Emanuele garantisce fin da ora che non interferirà con le scelte del tecnico: “Dicono che Berlusconi fa la formazioni al Milan? Credo sia fondamentale come la proprietà lavora con i dirigenti, che sono le chiavi dei successi. Io non sono certo il padrone che impone la formazione: servono lavoro collettivo e fiducia nella squadra. Se poi non arrivano i risultati, si affronta il problema. Il Dc United l’anno scorso era al top mentre quest’anno è ultimo, eppure investimenti e rosa sono gli stessi: per questo ho parlato con il coach per capire cosa non aveva funzionato, visto che nelle difficoltà è importante confrontarsi, e poi gli ho dato un altro anno di fiducia. Ma se dovesse andar male ancora… Fra l’altro negli Usa non esiste la retrocessione, qui se va male vai in B: io proteggo la squadra, ma se non danno tutto si cambia…“.
Ecco il manifesto programmatico di Erick Thohir: idee, progetti e strategie per l’Inter che verrà