Demetrio Albertini, 42 anni, ex calciatore e vicepresidente della Figc, è il candidato alla presidenza federale sostenuto dell’Associazione calciatori (Aic) e dell’Associazione allenatori calcio (Aiac). Il 27 luglio ha depositato un programma di 26 pagine, suddiviso in tre punti principali (Cultura sportiva; Governance; Progetto sportivo) sui quali, a suo parere, bisogna intervenire per il rilancio del calcio italiano, con l’obiettivo di abbattere le rendite di posizione che ingessano il sistema e valorizzare al massimo il calcio giocato. Elemento centrale è il lavoro sui giovani, per il quale i punti qualificanti sono l’introduzione delle seconde squadre, “modello di crescita ideale dei giovani in gran parte d’Europa”, e di un sistema di “rating certificato” e sostegno dei vivai, legato anche alla istituzione di un Fair play finanziario italiano per “valorizzare gli investimenti a lungo termine” come quelli nei settori giovanili. Per favorire anche la Nazionale, Albertini propone “un tetto di 25 giocatori per rosa, di cui 8/10 formati nei vivai nazionali”, un modo per svecchiare il campionato. In tema di governance, propone di “separare” il mondo del professionismo da quello dei dilettanti, “individuando nuovi assetti che consentano al calcio professionistico di incidere maggiormente e a quello dilettantistico di svilupparsi”. Il sistema professionistico andrebbe rivisto, a suo parere, anche riducendo nel medio termine il numero delle squadre dei maggiori campionati, seguendo la logica della ricerca della sostenibilità. Tra le proposte “innovative” c’è quella di includere i social network come parte integrante della comunicazione federale attuata in grandi eventi o eventi istituzionali.
Elezioni Figc: il programma di Albertini