Roma, Emerson Palmieri pronto al rientro con un pensiero alla Nazionale…

“La precisione tecnica col pallone non mi preoccupa, non ho sentito nessuna differenza al rientro. Fisicamente e’ ovvio che non sono ancora al 100%, mi sembra di andare a cinquanta mentre gli altri vanno a mille. Pero’ e’ normale. L’unica cosa e’ che sento ancora un po’ di timore quando vado nei contrasti, ma anche quello e’ normale”. Appena tornato a disposizione del tecnico della Roma Eusebio Di Francesco, Emerson Palmieri dos Santos, piu’ semplicemente Emerson, parla del suo lungo stop per infortunio al portale ultimouomo.com. Cinque mesi di assenza dai campi conclusisi con la panchina a Firenze che non gli hanno permesso di rispondere alla sua prima convocazione in Nazionale. “Ci ho pensato tanto, quattro mesi. Il Brasile? Ora penso solo alla Nazionale italiana. Penso che un uomo deve avere solo una parola. Ci ho pensato tanto a questa decisione, quattro mesi, e quando ho detto che avrei voluto giocare per la Nazionale italiana ho dato la mia parola, e voglio arrivare fino alla fine con questa parola”. In una squadra in cui l’infortunio al crociato e’ purtroppo piuttosto comune, Emerson, 23 anni, ha potuto chiedere consigli a giocatori come Florenzi o Strootman, che ci sono passati prima di lui: “Mi dicono di non fare le cose di fretta e di tornare quando mi sento bene”. Emerson definisce l’infortunio “il momento piu’ difficile della mia carriera, dopo la partita con il Porto, dove ho commesso un errore grave: e’ importante che lo riconosca. In quel momento tutti mi dicevano che non potevo giocare nella Roma, cosi’ mi sono seduto con Spalletti per decidere il mio futuro. Il mercato era aperto e magari potevo andare in prestito da qualche parte. Ma col mister abbiamo deciso che sarei rimasto per dimostrare il mio valore”.

Emerson (Alfredo Falcone – LaPresse)

“Ho eliminato la coca-cola e il cibo da fast food che mi concedevo dopo le partite – aggiunge – Ho cominciato a pensare che la preparazione della partita della domenica comincia il lunedi'”. Il segreto del ‘boom’ dell’ex palermitano e’ stato soprattutto l’ex mister Spalletti: “Si e’ fidato di me nel momento in cui tutti avevano perso fiducia. Se oggi sono considerato un giocatore importante lo devo a lui.Quando e’ andato via sono stato triste, e’ normale. Quando una persona che ti vuole bene va via ovviamente ti rende triste ma il mondo del calcio e’ cosi’, ora siamo avversari”. Il feeling e’ sbocciato anche con Di Francesco: “Il mister insiste molto per giocare sugli esterni. Quando abbiamo giocato contro il suo Sassuolo era difficile difendere sulle fasce. Lui mi e’ molto vicino, mi aiuta e mi spiega cosa vuole da me. Cosa mi chiede piu’ spesso? Dare ampiezza, offrire sempre un’opzione in piu’ in attacco, ma senza perdere di vista la fase difensiva”. Emerson infine ricorda con emozione l’addio di Francesco Totti all’Olimpico, un momento che ha voluto vivere in campo, con le stampelle ed un ginocchio rotto, “per una questione di rispetto”. Finalmente e’ svelato cosa gli abbia detto l’ex capitano, prendendogli la testa tra le mani: “Sei giovane, sei forte. Hai il futuro davanti”. Aggiungendo: “Il momento in cui Totti si ferma a parlare con me lo porto nel mio cuore. E’ una di quelle cose che potro’ raccontare ai miei figli e ai miei nipoti: la fortuna di aver giocato con Totti e di aver trascorso quel giorno con lui”. (ITALPRESS)