Con tre gol in quattro partite, Riccardo Saponara è stato dai protagonisti nel successo dei toscani nell’ultimo turno di campionato a Udine. Non è un giocatore come tutti gli altri: l’emiliano, classe ’91, alle 10 di mattina, mentre i suoi colleghi dormono, lui è già in palestra e, alle 10 di sera, quando magari gli altri decidono di trascorrere un po’ di tempo guardando un film, Saponara fa esercizi di visualizzazione. Il trequartista dell’Empoli, però, ha un sogno: quello di vestire la maglia azzurra. Non quella della squadra toscana, si intende, bensì quella della Nazionale italiana. In attesa di una chiamata da Conte, il giocatore ha rilasciato un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”. Ecco il contenuto, riportato da Gazzetta.it:
A Empoli si dice che Saponara è tranquillo, un anti-personaggio. Tutto vero?
“Sono un ragazzo che ha una passione e la coltiva. Resto al campo dalle 9.30 alle 12, poi dall’una e mezza alle cinque, anche se non c’è allenamento: lavoro in palestra e sul campo. Non merito l’immagine classica del calciatore superficiale, sono maniacale”.
Che significa?
“La sera lavoro mentalmente: guardo video e faccio visualizzazione. Cerco di farmi trasportare mentalmente verso i miei obiettivi, visualizzo gli avversari e quello che vorrei fare in campo”.
Non c’è la sensazione di buttare gli anni migliori senza divertirsi?
“Io so che raggiungere i miei obiettivi mi realizzerà. Voglio talmente tanto il successo da essere disposto a fare molti più sacrifici del normale. Se avessi un’altra vita, la vorrei ancora così”.
Cosa si prova ad ascoltare i tifosi del Milan? Tutti criticano la società per aver venduto Saponara per 4 milioni.
“Aumenta il mio rammarico. Da tifoso e sognatore milanista volevo fare bene, ma ero come impotente. Mi aveva voluto Allegri, senza di lui è stato più complicato”.
Battuta letta su Twitter: “Sarri è sulla strada della guarigione. Pare siano passati due giorni senza che abbia nominato Saponara”. Quanto è stato vicino l’accordo?
“Napoli è stata l’unica possibile operazione della mia estate. L’Empoli ha rifiutato e io non ho dovuto decidere”.
Perché, ci sarebbero stati dubbi?
“Beh, sarebbe stato difficile rifiutare. A Empoli sto benissimo ma Napoli è una piazza grandiosa”.
L’addio a Empoli a giugno però sembra inevitabile. Preferenze?
“Italia o estero, conta il progetto migliore. Mi piacerebbe solo terminare la stagione qui”.
Quante possibilità ci sono che l’Empoli si salvi? E il Napoli di Sarri, che farà?
“Il Napoli finirà fra le prime tre, per l’Empoli direi 70%. La squadra è migliore di un anno fa, abbiamo margini. Io voglio superare i 10 gol ma a dire la verità punto a 15, anche per ringraziare l’Empoli. Mi hanno dato fiducia quando giocavo male, malissimo. Ora vado meglio…”.
A proposito, pronto per la Nazionale?
“Sì, mi sento cresciuto. Penso di essere pronto e non nego di sperare in una chiamata, questa volta o la prossima”.
Paragoni spesi nei ritratti su Saponara: Soriano, Zidane, Kakà. Da 1 a 10, quanto vi somigliate?
“Con Soriano e Zidane pochissimo, diciamo 2. Kakà come movenze è il più vicino, però lui resta un alieno”.
In campo, tutto chiaro. E fuori?
“Mi piace leggere, vorrei studiare inglese e imparare qualcosa di cucina”.