In attesa di ulteriori novità sul fronte societario, il Milan al momento si ritrova con un futuro totalmente incerto e dei tifosi che definire imbufaliti è un eufemismo.
In mezzo a tutta questa confusione, c’è una panchina che scotta, sul quale è ancora seduto Cristian Brocchi, in attesa di capire se la trattativa con la cordata cinese andrà in porto.
Il tecnico milanista però si è ritrovato, suo malgrado, al centro di una vicenda davvero triste: è stato infatti costretto a chiudere il suo profilo Twitter a causa dei troppi insulti, cosa già successa ad Alessio Cerci a Gennaio dopo la sconfitta interna col Bologna.
La contestazione è continuata anche sugli altri social, ma stavolta Brocchi ha preferito rispondere, per capire i motivi di questa presa di posizione così netta e dura.
Un tifoso del Milan ha contattato la nostra redazione, svelando il confronto che ha avuto con il mister rossonero sull’argomento e riportando il suo pensiero: “Non capisco tutto questo astio nei miei confronti, ho sempre sputato sangue per questa maglia, da quando avevo 9 anni –ha detto Brocchi– Cosa ho fatto di tanto grave? Ho solo cercato di trarre il meglio da questi giocatori, per capire chi fosse da Milan e chi no”.
I risultati non hanno di certo aiutato l’ex allenatore della Primavera, che ha la colpa, se così possiamo definirla, di essere l’uomo scelto da un Presidente mai così impopolare in 30 anni di gestione.
Presidente che ha già detto più volte di volerlo confermare per la prossima stagione (cessione del club permettendo), ma su questo argomento Brocchi non si sbilancia: “Non sono sicuro di restare, al momento non so niente. Non voglio tenermi il posto a tutti i costi, voglio solo il bene del Milan”.
I social network ultimamente non portano proprio bene al club di via Aldo Rossi, che ha dovuto gestire nei giorni scorsi il caso Niang (che ha ben pensato di tuffarsi in piscina dal tetto di casa sua e postare il tutto n.d.r).
Brocchi non ha usato mezzi termini per commentare la bravata del giovane attaccante francese: “Se Niang si butta dal tetto di casa sua che colpa ne ho io? Non sono una badante”.