Si è concluso l’Euro2016, che ha visto il Portogallo salire sul tetto d’Europa. Andiamo a vedere chi sono stati i migliori undici del torneo, fermo restando che mettere assieme una formazione simile è sempre assai complesso: tra gli esclusi si trova ogni volta qualcuno che avrebbe meritato di essere tra i top player della competizione. Come, ad esempio, il nostro Giaccherini o il lusitano Joao Mario. Proprio il Portogallo è la squadra più rappresentata in questa formazione, schierata con il 4-3-3: quattro i campioni d’Europa presenti, vale a dire Pepe, Guerreiro, Renato Sanches e Cristiano Ronaldo. Due rappresentanti per la Francia, due anche per l’Italia ed il Galles. Uno, infine, l’elemento pescato tra le fila della Germania.
Gianluigi Buffon (Italia) – Avrà trentotto anni ma Buffon è stato capacissimo, eccome, di imprimere la propria firma su questo Europeo. Vero è che l’Italia non è andata oltre i quarti di finale ma questo risultato non è certo da considerare negativamente, anche alla luce delle nefaste previsioni della vigilia. In ogni partita giocata Gigi ci ha messo la firma, sfornando prodezze in serie come fosse la cosa più semplice del mondo. L’ultima, in azione, su un tentativo di autogoal di Chiellini, ovviamente involontario, dove si è esibito in una parata degna di un ventenne. Il solito Buffon, ci saremmo stupiti del contrario.

Bacary Sagna (Francia) – Un fenomeno non lo è mai stato Sagna eppure ha sempre goduto di ottima considerazione. Una considerazione che gli è valsa la possibilità di giocare per anni nell’Arsenal, prima di diventare un punto fermo del Manchester City. L’Europeo disputato da Sagna è stato davvero buono, soprattutto per la forma fisica palesata e per la concentrazione tenuta. Non male per chi, come lui, si è ogni tanto concesso qualche dormita nel corso della propria. Non gli vedremo mai fare giocate degne del miglior Dani Alves ma, in questo Europeo, sulla fascia destra è stato davvero il più diligente, bravo e costante di tutti.

Leonardo Bonucci (Italia) – E’ stato, per lui, l’Europeo della definitiva consacrazione. Chi lo critica ha evidentemente perso di vista la realtà. Ha esibito doti difensive, d’impostazione e di leadership che ne fanno, senza possibilità di obiezioni, uno dei migliori calciatori del mondo. Forse il miglior difensore in assoluto. Tra le tante perle, l’assist da urlo a Giaccherini in occasione del goal del vantaggio segnato contro il Belgio ed il rigore trasformato a secondo tempo inoltrato contro la Germania, prendendosi una responsabilità che nessuno avrebbe osato fare propria. La Juve cercherà di trattenerlo ma non sarà facile.
Pepe (Portogallo) – Questo giocatore non ha mezze misure: o lo si ama o lo si odia. E’ il destino dei calciatori che hanno un carattere molto forte, una personalità a tratti eccessiva che si riversa sul campo da gioco e non offrono spunti per potersi accaparrare le simpatie di turno. Però nel calcio bisogna considerare l’apporto che il singolo giocatore dà e Pepe, da questo punto di vista, è sempre ben più che efficiente. E’ un grande difensore il portoghese, è stato fondamentale in questo Europeo ed anche nella finale vinta con la Francia ha giocato una grande partita, guidando la retroguardia ad una prestazione quasi impeccabile. Ha vinto tutto in carriera, praticamente, e tutto non si vince per caso. E’ bene ricordarlo.

Raphael Guerreiro (Portogallo) – Il Borussia Dortmund ha avuto il merito di acquistarlo prima che su di lui si scatenasse un’asta. Questo ragazzo, sin qui poco noto al grande pubblico, ha conteso il ruolo di miglior laterale mancino della competizione al tedesco Hector. Rispetto a lui, però, Guerreiro ha avuto il merito di arrivare in fondo all’Europeo. Grande corsa, buone qualità tattiche, piede educatissimo che ne fa un potenziale specialista sui calci da fermo. Può migliorare, deve perfezionare la fase difensiva ma è una delle più belle rivelazioni del torneo appena concluso. Ha ventitré anni appena. Il meglio deve ancora venire per lui.
Renato Sanches (Portogallo) – In pochi ne conoscevano il nome prima che Euro 2016 iniziasse. Eppure, qualche giorno prima che la competizione partisse, il Bayern Monaco aveva acquistato Sanches dal Benfica in cambio di una cifra monstre: 35 milioni di euro fissi più altri 45 legati a bonus da raggiungere nell’arco dei prossimi cinque anni. Non male per un ragazzino di 18 anni appena, da molti paragonato a Davids ma che ha dichiarato di rivedersi di più nelle movenze di Seedorf. E se è vero che bisogna sempre andarci cauti, altrettanto giusto è evidenziare quanto forte sia questo giocatore, al punto da non poter immaginare dove possa arrivare nel caso in cui dovesse esprimere tutto il proprio potenziale: dinamico fino allo sfinimento, intelligente palla al piede, capace anche di segnare goal superbi. La rete del provvisorio pari, ai quarti di finale contro la Polonia, l’ha firmata lui con una giocata che è prepotenza allo stato puro. Ed anche l’azione che si è conclusa con il goal vittoria di Quaresma, contro la Croazia, l’ha avviata Sanches. Un predestinato, non perfetto in finale ma che ha davanti uno splendido avvenire.

Tony Kroos (Germania) – La sua percentuale di passaggi completati, come statistica canta, è la migliore di sempre nella storia dell’Europeo: ben 522, più di quanto mai fatto da un certo Iniesta, professore al di sopra di tutti in questa specialità. Questo ragazzo è un centrocampista coi fiocchi, forse non a dovere elogiato da ogni dove, come sarebbe invece opportuno che accadesse. E’ stato il faro della Germania e, anche nella partita persa contro la Francia, ha avuto il merito di non perdere mai la calma. Un calciatore come pochi ce ne sono, capace di lanci al millimetro e di vedere i compagni in maniera straordinaria. Elegante ma anche efficiente, gli è mancato solo il goal, all’attivo però c’è un assist.

Aaron Ramsey (Galles) – Davvero un grande Europeo quello disputato da Ramsey. Il centrocampista dell’Arsenal non ha sbagliato una sola partita e chissà cosa sarebbe accaduto se non avesse saltato per squalifica la semifinale contro il Portogallo. Troppo importante l’apporto dato alla sua Nazionale per non poter immaginare, almeno, un possibile esito diverso. Ramsey ha fatto da collante tra centrocampo ed attacco ma non di rado lo si è visto dare manforte alla difesa. Col pallone tra i piedi si è distinto per eleganza ma anche per la ferocia con cui ha saputo imprimere forza e precisione alle sue giocate. I numeri parlano di un goal segnato, contro la Russia, e ben quattro assist all’attivo. Eccellente.

Antoine Griezmann (Francia) – Sorpresi di avergli visto vincere la classifica capocannonieri? Increduli del fatto che sia stato lui, più di chiunque altro, ad incidere pesantemente sui destini della Francia? Allora non lo conoscete. Già, perché chiunque abbia mai visto giocare Griezmann era ben conscio della bravura di questo giocatore, un attaccante atipico, con le movenze da seconda punta, le caratteristiche da esterno e il killer instinct dei centravanti. Gli si rimproverava una certa morbidezza di carattere, un’assurdità smentita sul campo. Con i fatti, le chiacchiere le porta via il vento. Una vera e propria delizia di giocatore, esaltato da Deschamps dopo le prima uscite in cui gli aveva consegnato una collocazione tattica non a lui congeniale. I sei goal segnati gli sono valsi il trono dei bomber. A corollario anche due assist, giusto per non farsi mancare nulla. Il neo? Non essere riuscito a decidere la finale, ma ci è andato vicino.

Cristiano Ronaldo (Portogallo) – La presenza tra i migliori undici di Ronaldo a qualcuno può apparire stonata. Eppure non è così. Partiamo dal presupposto che l’asso lusitano è arrivato alla competizione in condizioni davvero precarie. Lo si è visto in campo, soprattutto nelle prime uscite. Tuttavia, quando il Portogallo stava per rimanere a casa, CR7 lo ha trascinato fuori dalle acque torbide e, pian piano, lo ha portato alla finale. Dove lui è andato fuori quasi subito a causa di un infortunio subito ma dove ha comunque lasciato il segno per il modo in cui ha incitato la squadra dal di fuori, dimostrando di voler a tutti i costi vincere l’Europeo. E’ un leader, è un fuoriclasse, ha firmato tre goal e tre assist. Non serve aggiungere altro.

Gareth Bale (Galles) – Se il Galles non avesse toppa la semifinale contro il Portogallo, probabilmente, si sarebbe parlato di potenziale Pallone d’Oro per lui. Nella partita disputata avendo di fronte i britannici, il fuoriclasse del Real Madrid ha spesso tirato la carretta da solo, mettendo ripetutamente in difficoltà gli avversari. Il Galles è stato trascinato da lui, vero e proprio leader tecnico ma anche dal caratteriale. Nei momenti di difficoltà ha saputo gestire bene la fase di stanca, prendendosi la responsabilità di ripartire, spesso, in contropiede. I tre goal segnati non dicono abbastanza di quanto da lui fatto, alcune giocate rimarranno nella memoria di tutti. Ma no, ovviamente non è una novità.









