Sono decisamente inquietanti i retroscena che stanno venendo fuori in merito ai disordini creati da alcuni ultras della Croazia nella partita pareggiata ieri da Modric e compagni contro la Repubblica Ceca. Intorno alla metà del secondo tempo, quando i croati erano in vantaggio per ben 2-0, una parte dei tifosi ha lanciato verso il campo da gioco alcuni fumogeni ed un petardo. Quest’ultimo è andato a colpire uno degli steward presenti allo stadio, inducendo l’arbitro Clattenburg a sospendere il match per qualche minuto. L’episodio ha destabilizzato non poco la squadra guidata da Cacic, che ha finito col farsi raggiungere dai cechi.
Una scena totalmente da censurare che, però, rischia di avere un prosieguo nell’incontro che la Croazia giocherà, mercoledì sera, contro la Spagna. A minacciare nuova violenza è il gruppo organizzato di ultras croati, la ‘Torcida Split 1950’, che su Facebook è stato molto esplicito al riguardo: “C’è un nuovo piano, in arrivo i rinforzi da Zagabria“. Frasi senza mezzi termini, che lasciando pensare ad azioni ben mirate a creare situazioni molto pericolose. In allegato, peraltro, una piantina dello stadio di Bordeaux, che sarà teatro di Croazia-Spagna, con sopra disegnate alcune frecce, relative forse ai punti in cui avverranno le azioni degli hooligans.
E inizia a farsi anche chiarezza sul perché di queste cose. Come riferito poco fa su ‘Sky Sport’, dietro i disordini creati da quella che è la curva organizzata dell’Hajduk Spalato ci sarebbero motivazioni politiche: nel mirino Davor Suker, presidente della Federcalcio biancorossa ed ex centravanti del Real Madrid e della Croazia che, nel Mondiale del 1998, arrivò al terzo posto. Per la selezione croata si fa concreto il rischio di venire espulsa, nel caso in cui le minacce trovassero riscontro nella realtà, da Euro2016.