La fase a gironi di Euro2016 si è conclusa, la realtà si mescola alle previsioni della vigilia. Francia, Spagna, Germania, Belgio: queste le quattro grandi favorite della prima ore. Tutte Nazionali che hanno ottenuto gli accessi agli ottavi, tra alti e bassi, ma senza convincere. Chi ha vinto e convinto è invece un’altra Nazionale, al massimo indicata, dagli esperti del settore, come possibile outsider: parliamo della Croazia del Ct Cacic.
I biancorossi hanno ottenuto il primo posto nel girone D, con 7 punti all’attivo, mettendosi dietro Spagna, Turchia e Repubblica Ceca. Ed il mancato bottino pieno è da ricercare, molto probabilmente, nell’assurdo gesto adoperato da una parte degli ultras durante la partita contro i cechi quando, sul momentaneo 2-0, il lancio in campo di un petardo ha indotto l’arbitro Clattenburg a sospendere il match: da lì il pareggio subito ad opera della Repubblica Ceca.
Un non campanello d’allarme, una sorta di piccolissimo incidente di percorso senza conseguenze alcune. La Croazia, all’esordio contro la Turchia, ha esibito un calcio molto tecnico ma allo stesso tempo aggressivo, senza apparenti cali di tensione. L’1-0 firmato da Modric, con un capolavoro balistico degno della sua classe, non rende pieno merito a quanto fatto vedere in campo dai vincitori. E non meno positiva era stata la prestazione messa in mostra nella seconda giornata, contro la Repubblica Ceca, nel match di cui abbiamo già parlato: gli avversari sono stati totalmente in balia dei croati, fino all’episodio che ha creato destabilizzazione e portato a subire i due goal del pareggio.
Contro la Spagna si è vista, invece, una Croazia diversa. Succube per tutto il primo tempo ma capace di limitare i danni, con il solo goal subito ad opera di Morata ed addirittura il pareggio firmato in contropiede con un colpo di tacco per palati fini realizzato da Kalinic. Nella ripresa i ‘vatreni’ hanno rialzato la testa, hanno avuto la fortuna di vedere Sergio Ramos sbagliare un calcio di rigore e l’abilità di piazzare l’acuto finale con un magistrale contropiede concluso da uno scatenato Perisic. E dire che, nel match decisivo, mancavano quelli che sono i due maggiori leader della formazione slava, vale a dire Modric e Mandzukic, out per problemi fisici.
C’è tutto in questa Croazia, per poter pensare al colpaccio finale. Chiaro, la strada è ancora lunga e un solo approccio sbagliato potrebbe costare caro. Però, sin qui, dovendo indicare il nome della formazione che più ha mostrato di poter avere le carte in regola per arrivare in fondo alla competizione, è quasi doveroso indicare la compagine di Srna e compagni. E’ una squadra, quella guidata da Cacic, in cui si mescolano gioventù ed esperienza: dal già citato capitan Srna (34 anni) a Jedvaj (20 anni), da Mandzukic (30 anni) a Pjaca (21 anni), il mix è quello giusto, tale da consentire un non comune equilibrio.
E c’è equilibrio di ingredienti anche tra talento e forza fisica. La Croazia ha un notevole tasso tecnico e tattico e questo è dovuto alla presenza in rosa di calciatori di livello. In mezzo al campo c’è quello che, probabilmente, è il regista più forte d’Europa: parliamo di Lukas Modric, un gioiello di giocatore che, ai piedi sopraffini, affianca una mobilità non comune per chi occupa quella porzione di campo. Ma c’è dell’altro. C’è una difesa molto compatta, guidata dall’esperto Corluka e dal rampante Vida, con sugli esterni un’ampia possibilità di scelta, tra i vari Strinic, Vrsaljko, Jedvaj e l’inamovibile Srna. Senza dimenticare il portiere Subasic, che pare aver eliminato quelle insicurezze che ne hanno caratterizzato la carriera
A centrocampo, al già citato Modric, si aggiungono la quantità del motorino Badelj e la qualità di Brozovic che, tra l’altro, è uno che, in quanto a corsa, non è secondo a nessuno. Ad offendere ci pensano invece Rakitic, Perisic e Mandzukic, tre nomi che non hanno bisogno di ulteriori commenti. Ma non è fatta di pochi titolari questa Croazia. Cacic ha delle alternative valide, nelle quali ha già dimostrato di riporre ampia fiducia. Basti guardare proprio al successo contro la Spagna, quando in campo sono stati lanciati i vari Jedvaj, Vrsaljko, Rog, Pjaca e Kalinic, sino ad allora mai titolari. Con i risultati che abbiamo visto.
Meriti ampi vanno dati, ovviamente, anche al Ct Cacic, che ha dimostrato di avere importanti conoscenze tecniche e tattiche e di saper tenere a bada la follia tipica delle squadre di origine slava. Del resto, il temperamento di Cacic non è certo dei più miti: dopo aver litigato con Lovren ha deciso di farlo fuori dall’Europeo, nonostante si tratti di un difensore centrale di ottimo livello, in forza al Liverpool. Insomma, la Croazia è da prendere seriamente in considerazione per una vittoria futura. Del resto, la fortuna ha anche aiutato questa Nazionale: Modric e compagni hanno infatti beccato, arrivando primi, la parte sinistra del tabellone, quella più morbida. Una fortuna conquistata sul campo, naturalmente.
Agli ottavi di finale l’avversaria sarà il Portogallo di Cristiano Ronaldo, sicuramente una delle delusioni più cocenti, sin qui, di Euro2016. Magari nello scontro diretto i lusitani si sveglieranno dal torpre e daranno filo da torcere alla Croazia ma, da quanto sin qui visto, rischia di non esserci partita. E’ vero, i biancorossi non hanno alle spalle una storia importante, non sono particolarmente abituati a lottare per certi traguardi. E questo, in una competizione come l’Europeo, ha il suo peso, seppure limitato. Tuttavia c’è un precedente che fa ben sperare: l’Euro 2004 vinto dalla Grecia, Nazionale peraltro molto più debole in quanto a composizione della rosa. Senza dimentica la formazione biancorossa che, al Mondiale del 1998, arrivò terza in Francia, dietro solo ai padroni di casa campioni del mondo ed al Brasile di Rivaldo e Ronaldo, trascinata dai goal in campo del capocannoniere Suker, attuale presidente della Federcalcio. Occhio alla Croazia, vuole provarci sino in fondo…
