Europeo under 21 – I campioni di domani all’opera in Polonia. Si alza il sipario sull’Europeo Under 21, per la prima volta a 12 squadre. Tante le stelline sotto le luci dei riflettori in un torneo che, seppur allargato, si annuncia piu’ combattuto che mai. Perche’ di nazionali con le carte in regola per vincere ce ne sono diverse, Italia compresa. Di Biagio, con la benedizione della Figc e del ct della nazionale maggiore Ventura, si presenta al via con una delle selezioni piu’ forti di sempre, da Donnarumma in porta a Conti e Rugani in difesa, passando per Benassi e Gagliardini in mezzo e davanti Bernardeschi e Petagna. Ma arrivare fino in fondo non sara’ semplice.

Europeo under 21 – Gia’ nel girone l’Under 21 dovra’ fare i conti, oltre che con la Repubblica Ceca del neo bianconero in pectore Schick e la Danimarca di Ingvartsen, gioiellino del Nordsjaelland, con una delle favorite alla vittoria finale, la Germania. E’ vero che il ct Hrubesch ha dovuto rinunciare ad alcuni elementi preziosi come Kimmich, Werner e Brandt, arruolati da Loew per la Confederations Cup, ma il talento non manca. Basta citare Dahoud, regista del Borussia Moenchengladbach da tempo sui taccuini di moltissimi osservatori, o Gnabry, appena sbarcato alla corte di Ancelotti al Bayern Monaco.

Europeo under 21 – La squadra piu’ forte, almeno sulla carta, e’ pero’ la solita Spagna che si puo’ permettere giocatori del calibro di Marco Asensio, in gol contro la Juve nella finale di Champions, Gerard Deulofeu, rinato al Milan, Denis Suarez del Barcellona e Inaki Williams dell’Athletic Bilbao. Un “Dream Team” che potrebbe riportare le giovani Furie Rosse sul trono d’Europa dopo il flop di due anni fa, con la mancata qualificazione alla fase finale.

Europeo under 21 – Nello stesso girone della Spagna c’e’ il Portogallo finalista nel 2015 e dove Renato Sanches, fra i principali protagonisti della trionfale cavalcata lusitana a Euro2016, punta a rilanciarsi dopo una stagione fra alti e bassi al Bayern. Ma non c’e’ solo Sanches: Bruma e’ considerato uno dei giocatori piu’ promettenti della nuova generazione, Cancelo e’ reduce da una stagione positiva al Valencia e Semedo, centrale dello Sporting Lisbona, ha gia’ una certa esperienza ad alti livelli. Con fuoriclasse in erba come Rashford e Alli, avrebbe potuto nutrire maggiori ambizioni l’Inghilterra ma i giovani Leoni si presentano comunque ai nastri di partenza con i requisiti giusti per far bene. Del resto il recente trionfo al Mondiale Under 20 dimostra che a Londra, negli ultimi anni, si sta lavorando bene a livello di vivaio e giocatori come Chalobah, Ward-Prowse, Gray e Chambers possono fare la differenza. La Svezia campione due anni fa non sembra in grado di concedere il bis e ha dovuto anche lasciare a casa il nuovo enfant prodige Alexander Isak, che ha detto no al Real preferendo il Borussia Dortmund. La Polonia padrona di casa ha dovuto incassare il veto del Napoli su Milik e Zielinski ma provera’ a stupire ugualmente con Kownacki, che qualcuno paragona gia’ a Lewandowski. Occhio anche alla Serbia del laziale Milinkovic-Savic, squadra che agli Europei difficilmente delude. (ITALPRESS).