Ex nazionale svedese confessa: “fui rapito durante Mondiali!”

Ralf-EdstromL’ex stella del calcio svedese, Ralf Edstrom, ha rivelato di essere stato rapito da uomini armati nel corso della Coppa del Mondo in Argentina nel 1978. “Sono uscito una sera quando due uomini mi si sono avvicinati e mi hanno chiesto di andare con loro”, ha raccontato Edstrom. Il 61enne ex giocatore ha detto che gli uomini lo hanno scortato attraverso tortuosi corridoi sotto il seminterrato dell’hotel in una stanza dove un uomo con degli occhiali da sole scuri era seduto ad un tavolo. “Il mio cuore correva davvero all’impazzata. Mi ha chiesto da dove venivo. E’ stato davvero difficile. Ho tirato fuori la mia carta d’identità ed ho mostrato che ero un giocatore della Coppa del Mondo, poi mi è stato permesso di andare”, ha svelato in un documentario ad una radio svedese. Pochi giorni prima dell’incidente Edstrom ha detto di aver parlato con un uomo anziano in un bar vicino all’albergo dei giocatori svedesi. L’uomo che ha detto di essere un avvocato era molto turbato per la situazione in Argentina ed Edstrom gli ha dato un veloce abbraccio quando lo ha salutato. Edstrom ha detto di ritenere il rapimento legato a questo breve incontro. La Coppa del Mondo del 1978 si è tenuta due anni dopo che una giunta militare prese il potere in Argentina. Durante il regime militare, migliaia di persone – almeno 30.000, secondo le organizzazioni per i diritti umani – sono state detenute illegalmente, e molte sono scomparse senza lasciare traccia.

Una di queste era svedese, Dagmar Hagelin, una studentessa di 17 anni, il cui caso ha avuto grande risalto in Svezia. Edstrom, che oggi è un commentatore sportivo alla radio svedese, ha detto di aver parlato del rapimento solo con la sua famiglia e con gli amici più stretti. La ragione per la quale ha taciuto durante la Coppa del Mondo è stata quella che “non voleva turbare” la squadra svedese che doveva affrontare diverse sfide chiave. “Ero mentalmente molto vulnerabile in quel momento, a causa di infortuni e altri problemi, e volevo semplicemente essere lasciato in pace”, ha aggiunto Edstrom, che si è chiesto più volte cosa sarebbe potuto succedere se non avesse avuto la sua carta d’identità con se’ quella sera, e non si è pentito di non aver detto nulla di quanto avvenuto, neanche al suo ritorno in Svezia.