Fassone-Milan, l’uomo della nuova proprietà cinese che come Ibra non bada alla maglia…

Ormai sembra già scritto che nel futuro del nuovo Milan ‘Made in China’ ci sarà lui. Marco Fassone sarà l’uomo forte della cordata cinese capitanata da Han Li e Yonghong Li. In attesa del closing, che dovrebbe avvenire entro il mese di dicembre, l’ex dirigente dell’inter collaborerà con Adriano Galliani in questi mesi di transizione dalla vecchia alla nuova proprietà. Poi assumerà la carica di amministratore delegato e forse anche di direttore generale rossonero. Ma il dato più certo è che Fassone può essere definito come l’Ibrahimovic dei dirigenti italiani degli anni duemila. Un personaggio per cui il colore della maglia con la quale va a prestare le sue competenze non è poi così importante rispetto alla voglia di scalare posizioni nel folto panorama dei dirigenti sportivi nostrani.

Nato a Pinerolo 52 anni fa, Fassone si laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino nel 1987 e l’anno dopo entra a far parte del gruppo Ferrero, dove rimane per 12 anni. Nel 2001 passa alla Galbani in qualità di direttore per lo sviluppo di nuovi prodotti: si tratta di un incarico ricoperto per circa un anno. In questo periodo assume anche il ruolo di assistente

arbitrale affiliato alla CAN A-BMa nel luglio 2003 fa il grande salto nel mondo dello sport, entrando a far parte dello staff della Juventus come Direttore Marketing. Figura di primo piano nel settore commerciale del club bianconero, Fassone raggiunge la carica di direttore esecutivo Area Stadio, Marketing e Vendite ed è tra gli artefici del progetto legato al nuovo stadio bianconero. Inoltre si occupa anche dell’internazionalizzazione del marchio della società torinese e in quest’ottica ispira, tra le altre cose, la creazione del primo Juventus Club in Cina.

La qualità del suo lavoro suscita l’interesse del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che gli offre l’incarico di direttore generale della società partenopea, una carica rimasta vacante dopo la risoluzione del contratto di Pierpaolo Marino. I contatti vengono avviati già nell’autunno 2009, ma la dirigenza bianconera dà il proprio avallo solo nell’estate successiva. Così il 9 agosto 2010 Fassone assume ufficialmente il suo nuovo incarico, con il compito di portare il marchio Napoli sui mercati esteri e di occuparsi della questione stadio. Ma l’avventura all’ombra del Vesuvio finisce presto: il 22 maggio 2012 annuncia il suo addio pubblicando una lettera di congedo e di saluto indirizzata ai tifosi. 

thohir fassoneQuindi il 30 maggio dello stesso anno diventa direttore generale dell’Inter dopo che il suo predecessore Ernesto Paolillo ne aveva preannunciato l’ingresso in società due giorni prima. Sotto la presidenza di Erick Thohir viene nominato anche consigliere delegato di Inter Brand e Direttore Generale di Inter Media and Communication. Ma Il 18 settembre 2015, attraverso un comunicato ufficiale sul sito internet della società, l’amministratore delegato dell’Inter Michael Bolingbroke comunica l’interruzione del rapporto di Fassone con i nerazzurri, dato il dualismo che si era creato tra i due.

Il resto è storia di questi giorni, con l’ennesima entrata in scena di Marco Fassone nei piani alti del nostro calcio. Ma la sua condotta non deve sorprendere visto il business e i miliardi che oggi ruotano intorno al Dio pallone. L’ultima vicenda che sta vedendo l’estromissione forzata di Silvio Berlusconi dal suo amato Milan testimonia una volta di più uno stato di fatto: i presidenti-tifosi appartengono alla preistoria. Figuriamoci i dirigenti…