Ferrero show: i nomi del dopo Giampaolo, Schick, il sogno Roma e Garrone

Massimo Ferrero ha dato vita al solito show in un’intervista ai microfoni di ‘Gazzetta.it’. Il patron della Sampdoria ha toccato moltissimi argomenti a cominciare dalla sfida di domenica con il Milan di Montella: I pronostici portano un po’ sfiga (ride, ndr), ma non mi piace la cautela: finisce 2-1 per noi. Quest’anno possiamo divertirci… Montella? Gli voglio molto bene, è un ragazzo d’oro. Per prenderlo, passai una settimana cercando di convincere i Della Valle, persone eccezionali, a togliere quella famosa clausola. Arrivare a Montella fu per me la realizzazione di un sogno perché in quel momento la Sampdoria non stava passando un bel periodo e io ero all’inizio della mia carriera nel calcio. Per me è impossibile parlar male di Vincenzo”.

LaPresse/Fabio Ferrari
LaPresse/Fabio Ferrari

Sul futuro di Giampaolo e sui possibili successori: “Una volta la Samp era un discount, un serbatoio di talenti, oggi abbiamo profili già grandi. Detto ciò, non credo che Giampaolo sia già pronto per una big. E se ci lasciasse non ci perderei io, ma lui. Un altro annetto con me dovrebbe farselo. Eventuali sostituti? Ma io non ne conosco tanti… Potrei dire Bielsa, il Loco: un pazzo come me. In passato ho anche cercato di portarlo a Genova, senza riuscirci. Oppure Ventura, lui sarebbe un altro dei miei allenatori. Chissà, se un giorno lasciasse la Nazionale…”.

Su Eto’o e Cassano: “Non lo riprenderei. Non lo conoscevo nemmeno, la prima volta lo scambiai per un cameriere (ride, ndr). Fu un colpo soprattutto mediatico, ma ci saremmo aspettati qualcosa di più dal punto di vista tecnico. Cassano? Persona fantastica e grandissimo talento, anche se è prigioniero di se stesso. Il suo problema è uno solo: è cresciuto mandando a quel paese tutti quanti. E alla fine si creano delle etichette, a volte esagerate. Gli ho anche proposto di rimanere vicino a me, perché sa tutto di calcio. Ma lui è un sanguigno, non potrei dirgli nulla perché si offenderebbe subito”.

LaPresse/Alfredo Falcone
LaPresse/Alfredo Falcone

Su Schick“Non voleva rimanere, altrimenti lo avrei tenuto un altro anno. Il problema di questi giocatori sono i procuratori, che li trattano come fossero opere d’arte, ma hanno solo 20 anni. “Lo volevano tutti: Monaco, Psg, Juventus, Roma. In giallorosso potrà diventare un principino. Ma sarò onesto: senza il blocco del governo cinese oggi sarebbe all’Inter con Skriniar“.

C’è chi parla di un ‘Ferrero di facciata alla Samp’ e di un Garrone che paga: “Basta con questa storia, mi sono rotto i cog…! Garrone non esiste! L’Italia è il Paese degli invidiosi, dei fancazzisti e del sospetto: ho la terza elementare, sto studiando l’inglese e non ho l’elicottero privato. Se avessi un titolo di studio e una dinastia alle spalle sarei apprezzato da tutti. Magari ci fosse ancora dietro Garrone! Avremmo la Erg come sponsor, invece non c’è. Garrone mi ha lasciato delle fideiussioni, ma stop“.

Sui cinesi: “Ma chi sono? Per me non esistono, potevano pure restare in Cina. Il nostro calcio dovrebbe rimanere nelle mani dei presidenti italiani. Se i cinesi arrivassero a Genova con tanti soldi non venderei mai la Sampdoria. Quando cediamo agli stranieri abbandoniamo un pezzo della nostra storia”.

Infine Ferrero due suoi sogni: “Vorrei vincere qualcosa con la Samp. Poi, con un bel trofeo in bacheca, potrei anche regalarla. Poi da romano e romanista, sogno di comprare la Roma. Io farei l’ottavo Re e Totti l’Imperatore “.