“Io non so quello che ha detto il presidente Tavecchio e non l’ho sentito perchè non ero in Italia, ma posso dire che una rondine non fa primavera, per cui non possiamo cancellare un grande lavoro che ha fatto finora per una frase. Non sapendo niente non la posso commentare”.
Ad esprimersi così è il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, intervenuto a proposito delle polemiche di questi giorni che stanno coinvolgendo il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. A chi gli ha ricordato il precedente (la frase su Opti’ Poba, ndr), il patron doriano ha risposto: “Era una roba di due anni fa. A me per esempio mi hanno condannato per aver detto ad un signore filippino invece che indonesiano, che era li’ vicino, pero’, siete voi giornalisti che volete enfatizzare. Evviva Tavecchio”.
Con una nota pubblicata poco fa sul sito del club blucerchiato, però, Ferrero ha chiarito la sua posizione dopo le affermazioni di stamane: “Non mi schiero al fianco di nessuno e il presidente Tavecchio non ha bisogno di difensori. Io ho solo un desiderio: difendere e divulgare i valori dello sport, e tra questi valori il più nobile è il principio di uguaglianza tra i sessi e le razze, senza distinzioni e discriminazioni”, ha concluso il numero uno della Samp.