Figc, la Nazionale sponsorizzata da un’agenzia di scommesse: piovono le critiche!

In queste ore la vigilia del match dell’Italia contro la Spagna viene turbata da un caso che sta facendo discutere un po’ tutti: dagli esponenti della politica agli ex calciatori. La Figc guidata da Carlo Tavecchio ha sottoscritto un contratto di sponsorizzazione con la società di scommesse Intralot fino al 2018. La decisione ha scatenato una polemica senza precedenti da più parti. Alessandro ‘Spillo’ Altobelli, ex centravanti dell’Inter e campione del Mondo nel 1982 con la Nazionale di Bearzot, ha espresso il suo disappunto in un’intervista concessa al quotidiano ‘La Repubblica’: “La nazionale ha dato un brutto esempio, la nostra maglia era senza sponsor. Oggi quella stessa maglia azzurra è diventata nera per la vergogna. Chiederei di rinunciare ad esporre marchi legati al betting alle squadre di Serie A. Mi chiedo: lo sanno quanti padri di famiglia, donne, anziani, buttano via stipendi? Perché il gioco è una malattia contagiosa. Bisogna curarlo non incentivarlo”. Negli stessi termini ha parlato anche Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma e oggi presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘Avvenire’: “In consiglio federale non se n’è mai parlato. Sono preoccupato come genitore, perché sappiamo bene a quale pubblico si rivolgono le agenzie, il pubblico dei nativi digitali. La Figc, per ragioni di opportunità, poteva evitarlo”. 

Anche la reazione della politica non si è fatta attendere. I senatori Pd Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, responsabili della commissione sul gioco legale e illegale, hanno fortemente criticato la scelta della Federcalcio“Le nostre Nazionali di calcio rappresentano valori di tutt’altro tenore e per questo Figc deve al più presto tornare sui propri passi – recita una nota di loro pugno diffusa sul sito senatoripd.it -. In conferenza stampa il direttore generale della Figc Michele Uva ha motivato la decisione con l’affinità di valori con Intralot, sottolineando l’intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia. Dal nostro punto di vista, è come allearsi con il lupo per educarlo a non mangiare Cappuccetto Rosso. Intralot è una multinazionale di scommesse non solo calcistiche e giochi anche d’azzardo online, ha come obiettivo quello di accrescere il numero dei giocatori e il giro di tutti i giochi che fornisce. Inoltre l’azienda – hanno dichiarato i due firmatari del ddl di riordino dei giochi – si è da poco fusa con Gamenet, una società che di fatto gestisce in quota maggioritaria il gioco d’azzardo legale in Italia, ma che è anche stata oggetto di inchieste in materia di gioco illegale e antiriciclaggio. L’associazione di questi marchi con le nostre Nazionali, se pure affiancata in teoria da campagne contro la ludopatia, non è compatibile con la battaglia contro il gioco d’azzardo illegale, il contenimento del gioco d’azzardo legale, il contrasto delle dipendenze che lo Stato persegue. Inoltre la scelta, vista la penetrazione mediatica della nostra nazionale di calcio, è in evidente contraddizione con la proibizione della pubblicità sui giochi in Tv”, Inoltre Mirabelli, parlando ai microfoni di ‘Calcio e Finanza’, ha annunciato la volontà di presentare “un’interrogazione parlamentare la prossima settimana”. Notizie dell’ultimo minuto affermano che non ci sarà il logo sulle divise, ma comunque Intralot dovrebbe rientrare negli sponsor della Nazionale. Insomma, la decisione della Federcalcio sembra non piacere proprio a nessuno: Tavecchio tornerà sui suoi passi o darà retta alle ragioni del portafoglio della Figc? Staremo a vedere.